Una violenta lite familiare è finita nel sangue. Due persone sono rimaste ferite nel tentativo di disarmare l’aggressore.
Catania – Una lite tra fratelli, gli stessi rancori covati per anni dietro il bancone della pescheria, esplosa all’improvviso in una mattina d’estate e finita nel sangue. È accaduto sabato 11 luglio, poco prima delle 9, in via Duca del Mare, una traversa del lungomare della cittadina della riviera ionica in provincia di Catania: al culmine dell’ennesimo scontro, uno dei due rivenditori di pesce ha impugnato una mannaia e ha colpito il fratello, ferendolo a morte. La vittima ha provato a mettersi in salvo correndo lungo la strada, ma è stata raggiunta e colpita ancora, davanti agli occhi dei passanti.
A perdere la vita è Natale Guarrera, sessantenne, storico rivenditore di pesce del paese. A brandire l’arma sarebbe stato il fratello, anch’egli sulla sessantina e contitolare di una pescheria a pochi passi dal mercato ittico comunale. Un rapporto logorato da contrasti pregressi, che quella mattina è degenerato in tragedia in una manciata di istanti.
La scena si è consumata sotto gli occhi della gente. Alcuni presenti hanno tentato di disarmare l’aggressore per impedire che facesse ancora del male: nella colluttazione due persone sono rimaste ferite, tra loro il figlio dell’assalitore, nipote della vittima, coinvolto suo malgrado nel dramma familiare.
Le condizioni di Guarrera sono apparse subito disperate. È stato necessario l’intervento dell’elisoccorso per un trasferimento d’urgenza in ospedale, ma il quadro clinico è precipitato poco dopo l’arrivo al pronto soccorso, dove l’uomo è morto per le gravi ferite riportate al collo.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Riposto e della compagnia di Giarre, che hanno bloccato l’uomo. Il fratello della vittima è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sull’accaduto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per ricostruire l’esatta dinamica e chiarire cosa abbia fatto esplodere l’ultima, fatale lite.