Under 50 a rischio neoplasie

E’ importante sottoporsi a controlli preventivi, ancora prima dell’insorgenza dei sintomi. Stile di vita, ambiente sano e cibo genuino servono a proteggerci ma da soli non bastano.

Tra gli esperti di medicina è sempre prevalsa l’idea che il cancro sia una malattia che si presenta con l’invecchiamento fisico. Se è ancora vero, c’è da registrarne una variabile allarmante. Negli ultimi anni l’attacco delle cellule maligne al corpo umano si sta estendendo anche agli under 50.

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è un gruppo di malattie che possono sorgere in quasi tutti gli organi o tessuti del corpo ed è caratterizzato dalla crescita incontrollata di cellule anormali che valicano i loro confini abituali per invadere parti adiacenti del corpo e/o diffondersi ad altri organi, con un processo chiamato metastatizzazione.

E’ stato constatato che alcune forme tumorali si stanno diffondendo tra gli under 50, una fascia di età che sembrava averla scampata dall’ira funesta di questa grave patologia. E’ il risultato di un’indagine curata da Univadis, una piattaforma e applicazione gratuita dedicata esclusivamente ai professionisti del settore sanitario, che ha analizzato le principali ricerche internazionali sui tumori ad insorgenza prematura.

La crescita media annua oscilla tra lo 0,8% e il 3,6% e colpisce cittadini che non sono ancora sottoposti agli interventi di sanità pubblica organizzati che invitano persone sane e asintomatiche a sottoporsi a test specifici e che vengono eseguiti, quasi tutti, tra i 50 e i 69 anni.

Negli USA è stato riscontrato che gli incrementi ci sono stati tra il 2010 e il 2019. I motivi per cui si sviluppa quello che può essere considerato un vero flagello sia per il paziente che per la famiglia coinvolta sono vari ed eterogenei. Tra i più riconosciuti a livello internazionale rientrano l’obesità e sovrappeso a causa del forte consumo di cibo ultraprocessato, l’inattività fisica, l’alcool, il tabacco e l’inquinamento ambientale.

L’aspetto positivo di questi “cahiers de doléances” è il fatto che, proprio grazie agli screening, molti tumori sono stati scoperti prima che si estendessero, grazie a strumenti diagnostici sempre più efficaci. Malgrado ciò resta inspiegabile una crescita estesa e continua negli anni tra gli under 50. Il caso del cancro del colon-retto è emblematico su questo punto. Finora si era presentato in età avanzata, mentre adesso predilige la carne più giovane, i 40enni e qualche 30enne.

In base a questi dati alcuni Paesi hanno deciso di iniziare le campagne di screening prima dei 50 anni. Gli esperti sostengono che, comunque, ancora oggi il maggiore fattore di rischio è l’età, tanto è vero che la gran parte delle diagnosi riguardano adulti oltre il 60 anni d’età. Il fatto che il rischio sia cresciuto anche tra gli under 50 è significativo ma numericamente ancora inferiore a quello della popolazione in età avanzata.

Sia i medici che i cittadini devono mostrare maggiore attenzione ad ogni sintomo valido e non scartare una malattia oncologica perché si è più giovani rispetto alla tendenza consolidatasi finora. Le ricerche più recenti stanno cercando di comprendere questo mutamento. Soprattutto il ruolo degli stili di vita, la dieta alimentare, l’ambiente e la genetica, nella consapevolezza che sia il prodotto della sinergia di più cause.

Sarà tutto vero, tuttavia, è lecito porsi una domanda: che incidenza ha avuto lo stile di vita e tutto il resto nei casi di tumori nella terra dei fuochi, nel quartiere tamburi dove c’è l’Ilva di Taranto, a Casale Monferrato e a Seveso di cui sono stati commemorati il 10 luglio scorsi i 50 anni del disastro, quando è lapalissiana la responsabilità di una politica ambientale criminale?

Infine con l’incremento dei tumori, c’è un settore che gioisce: quello farmaceutico.