Monasteri Aperti, un viaggio tra fede, arte e meraviglia

L’ottava edizione celebra San Francesco con visite, concerti e cammini tra abbazie, pievi, santuari e tesori dell’Emilia.

Ci sono luoghi che non si visitano: si ascoltano. Il passo che rallenta sotto un portico, la luce d’ottobre che scivola sulla pietra, il profumo di cera e di legno antico, un canto che sale piano dal fondo di una navata. È questa l’esperienza che propone Monasteri Aperti, l’iniziativa di APT Servizi Emilia-Romagna realizzata in collaborazione con la Conferenza Episcopale Emilia-Romagna, che sabato 3 e domenica 4, sabato 10 e domenica 11 ottobre spalanca le porte di monasteri, abbazie, cattedrali, pievi e santuari.

L’ottava edizione ha un protagonista speciale: San Francesco d’Assisi, di cui ricorre l’ottavo centenario della morte (1226-2026). E non poteva esserci compagno di viaggio migliore: l’uomo che chiamava “fratello” il sole e “sorella” l’acqua ci ricorda che la bellezza del creato e quella dei luoghi costruiti per la preghiera nascono dallo stesso stupore.

Nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, il territorio di Visit Emilia, il programma intreccia arte, spiritualità, natura e sapori, spesso lungo i Cammini che attraversano la pianura e l’Appennino.

“Francesco ci ha insegnato a guardare il mondo con occhi nuovi, a meravigliarci di un filo d’erba come di una cattedrale” racconta Pierangelo Romersi, direttore di Visit Emilia. “Monasteri Aperti è l’occasione perfetta per scoprire un’Emilia da vivere a passo lento: pievi romaniche nascoste tra i boschi, chiostri dove il tempo sembra essersi fermato, comunità che da secoli custodiscono accoglienza e silenzio. In questo ottavo centenario i nostri territori, dalla Bassa fino al crinale, dimostrano quanto il messaggio francescano sia ancora vivo e capace di parlare a chi viaggia oggi, in cerca di esperienze autentiche e di un rapporto più rispettoso con la natura”.

Il viaggio può cominciare da una storia di rinascita. A Parma, il Santuario di San Francesco del Prato, gioiello gotico francescano che per quasi due secoli fu trasformato in carcere e che oggi è tornato alla sua vocazione, prende in prestito le parole che il crocifisso di San Damiano rivolse al giovane Francesco: “Va’ e ripara la mia casa”. Sabato 10 ottobre alle 10:00 e alle 16:00 e domenica 11 alle 16:00, frati, volontari e membri dell’Ordine Francescano Secolare accompagnano i visitatori tra santuario e convento, condividendo le proprie esperienze e invitando a un momento di silenzio e preghiera secondo i ritmi della comunità. La visita, di circa due ore, è gratuita su prenotazione (massimo 20 persone per turno) e chi lo desidera può lasciare un’offerta per i lavori di restauro.

Salendo verso le prime colline, dove il castello di Torrechiara veglia sulla val Parma, la Badia di Santa Maria della Neve a Langhirano custodisce da oltre cinque secoli la vita dei monaci benedettini. Sabato 10 ottobre la chiesa si riempie delle note di “Gloriosus Franciscus”, un concerto che ripercorre la musica dedicata a San Francesco dal XIII al XVI secolo (a offerta libera). E per chi desidera sedersi a tavola dove per secoli hanno mangiato i monaci, le domeniche 4, 11, 18 e 25 ottobre il refettorio della Badia di Torrechiara accoglie un pranzo proposto da Assapora Appennino Parma (15 euro): perché anche il cibo, da queste parti, è una forma di accoglienza.

Scendendo verso la pianura, Fidenza, da sempre tappa della Via Francigena, celebra il suo legame con i pellegrini con un calendario che copre entrambi i fine settimana. Sabato 3 ottobre la Cattedrale di San Donnino, capolavoro del romanico padano, accoglie “Il Pane, la Pietra e la Stella”, dedicato al cammino di San Francesco a Borgo San Donnino, l’antico nome della città. Domenica 4 l’appuntamento si sposta nella campagna di Castione Marchesi, dove il Monastero di Santa Maria Assunta propone “Visite e incanti poetici in Abbazia”. Sabato 10 la Cattedrale torna a raccontarsi nella visita “Il Santo, il pellegrino e il Borgo”, mentre domenica 11 una visita guidata porta dietro le quinte del Teatro Magnani. Sempre sabato 10, a Fontevivo, “Voci negate” propone un percorso storico e artistico contro la violenza di genere attraverso la figura di Ranuccio I Farnese, nel segno di un Francesco che sceglie la parola che libera al posto del potere che nega. Domenica 11, infine, il Monastero di Santa Maria degli Angeli a Busseto, nella terra di Verdi, ripercorre con “Gloriosus Franciscus” la presenza dei francescani nella storia, nell’arte e nella vita della comunità. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti.

Sul versante reggiano è l’Appennino a regalare alcune delle pagine più suggestive. Ai piedi della Pietra di Bismantova, a Castelnovo ne’ Monti, l’Eremo benedettino, recentemente restaurato dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, è stato ripensato d’intesa con la Diocesi alla luce dell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco: un luogo dedicato alla cura della natura e delle persone, sotto quella rupe che già Dante evocava nella Divina Commedia. Le visite guidate, gratuite e su prenotazione, si tengono sabato 10 e domenica 11 ottobre dalle 14:30 alle 17:00.

Tra boschi e borghi di sasso, il ciclo “Il romanico nell’Appennino Reggiano” accompagna alla scoperta di piccoli tesori a Casina: sabato 3 ottobre la Pieve di Santa Maria Assunta di Pianzo, domenica 4 l’Oratorio di San Michele in Beleo e la Pieve di San Bartolomeo in Paullo. Lo stesso giorno, a Carpineti, lungo la Via Matildica del Volto Santo, si visitano la chiesa di Sant’Andrea e il Castello delle Carpinete, nel cuore delle terre di Matilde di Canossa, mentre l’Abbazia di Marola propone nei fine settimana dal 3 al 25 ottobre “Voci di pietra, volti di luce”, dedicato all’antico seminario e allo sguardo fotografico di Roberto Sevardi. Sempre domenica 4, a Canossa, la chiesa del Castello di Rossena apre le sue porte “Nel segno di San Francesco” (5 euro). A Toano, domenica 4 e domenica 11 ottobre, sono in programma visite guidate gratuite alla Pieve di Santa Maria, uno dei gioielli romanici della montagna reggiana.

In pianura, dove il Po disegna orizzonti che sembrano non finire mai, Guastalla apre la chiesa di San Francesco sabato 3 ottobre alle 15:30 e domenica 4, giorno della festa del Santo patrono d’Italia, alle 15:00 e alle 16:30. Costruita nei primi anni del Seicento accanto a un convento francescano oggi scomparso, la chiesa è stata restituita alla comunità come spazio espositivo dopo i restauri seguiti al sisma del 2012. A Campagnola Emilia, nello stesso fine settimana, si ripercorre la storia del monastero degli Agostiniani e dell’Abbazia della Santissima Trinità.

Anche Reggio Emilia invita a mettersi in cammino. Sabato 3 ottobre “Sul cammino di Matilde” parte dai Chiostri di San Domenico, antico convento domenicano oggi vivace centro culturale, e prosegue a piedi lungo la Via Matildica del Volto Santo in direzione di Rivalta: dopo un picnic a base di prodotti tipici nei grandi giardini appena restaurati del Palazzo Ducale, la giornata si chiude con la visita all’interno della Reggia e del suo Giardino Segreto (12 euro, su prenotazione). Domenica 4 lo stesso cammino si fa in bicicletta: si comincia con una colazione in città e una degustazione di Erbazzone reggiano IGP, si visita il complesso monastico dei Chiostri di San Pietro e poi si pedala verso nord, attraversando lentamente le campagne coltivate della pianura reggiana fino a Guastalla, antica e importante corte rinascimentale, per un pranzo sulle rive del Po e la visita alla chiesa di San Francesco (18 euro, su prenotazione). Sempre domenica 4, dalle 15:30 alle 17:30, “La fine del Manierismo e l’innovazione barocca a Reggio Emilia” accompagna nella Basilica di San Prospero e nella Basilica della Beata Vergine della Ghiara (10 euro).

“Mirabili prospettive” a Piacenza, l’unica città in cui è possibile visitare in quota due cupole del centro storico, per contemplare da vicino due capolavori pittorici ad affresco e ammirare splendidi panorami sulla città. Cupola del Guercino nella Cattedrale di Santa Maria Assunta e Cupola del Pordenone nella Basilica di Santa Maria di Campagna. Cupola del Guercino è visitabile sabato e domenica dalle 12:00 alle 17:30 con visita accompagnata alle 16:30. Alla Cupola del Pordenone sabato e domenica, salita accompagnata alle 16:00 e alle 17:00. Due esperienze emozionanti in un unico biglietto, al costo di 15 euro.

Infine, domenica 11 ottobre, alle 12:00, a Bobbio (PC), sarà possibile partecipare alla visita guidata di “San Colombano e la sua Abbazia”. La visita porta a esplorare la millenaria Abbazia di San Colombano in un percorso unico tra fede, arte e storia. Dalla Basilica alla bellissima cripta – con la tomba del Santo e il mosaico del XII secolo – il percorso si snoda attraverso il chiostro e gli storici ambienti del vecchio monastero, dove sorgeva il prestigioso Scriptorium. Nelle sale museali si può viaggiare dall’epoca romana al XVI secolo tra i tesori di Bobbio, ammirando reperti unici come la celebre anfora leggendaria raffigurata sul monumento sepolcrale di Colombano. La visita guidata all’Abbazia dedicata al monaco irlandese e al suo museo ha una durata di 60 minuti circa, il costo del biglietto è di 10 euro comprensivo del biglietto d’ingresso al museo dell’Abbazia.

Un invito, insomma, a mettersi in cammino con lo spirito del viandante: senza fretta, con curiosità e rispetto, lasciandosi sorprendere da ciò che si incontra lungo la strada. Gli appuntamenti possono subire variazioni: prima di partire è sempre bene contattare gli organizzatori e prenotare dove richiesto.

Per info: www.visitemilia.com