Uccide l’ex compagna, poi torna a casa e si impicca

La donna lo aveva denunciato: lui era stato ammonito dal questore. È il terzo femminicidio in tre giorni.

Venezia – C’è una notte di Ferragosto che la Riviera del Brenta non riuscirà a dimenticare. Due cadaveri, due case diverse a pochi chilometri l’una dall’altra, un amore finito trasformato in tragedia. Tania Terrin, 39 anni, è stata trovata senza vita nella sua abitazione di Camponogara. A pochi passi, a Dolo, giaceva impiccato Dino Keber, 43 anni, l’ex compagno che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’avrebbe uccisa prima di togliersi la vita. I corpi sono stati scoperti nella tarda serata di domenica 16 agosto, ma il delitto si sarebbe consumato proprio la sera di Ferragosto.

A dare il primo, terribile indizio è stata la scoperta dei due corpi a distanza di poche ore. La donna sarebbe morta soffocata, stroncata tra le mura di quella casa che avrebbe dovuto proteggerla. L’uomo, dopo aver compiuto il delitto, è rientrato nella sua abitazione di Dolo, dove viveva, e lì ha deciso di farla finita. I carabinieri di Camponogara, insieme al reparto investigativo, stanno ancora ricostruendo gli orari, i percorsi e le ultime ore dei due, un tempo una coppia.

Perché quella tra Tania e Dino non era una storia qualunque, ma una relazione già segnata dalla paura. Al termine del loro legame, la donna aveva trovato il coraggio di denunciare l’ex compagno. Una scelta che aveva portato il questore di Venezia a emettere nei suoi confronti un ammonimento ufficiale, seguito da provvedimenti di allontanamento. Misure che, per un certo periodo, sembravano aver riportato una fragile calma. Un’illusione, spezzata nel modo più atroce proprio quando tutto pareva essersi placato.

Resta da chiarire cosa abbia fatto scattare la furia dell’uomo dopo mesi di apparente tregua. Su questo punto gli investigatori mantengono uno stretto riserbo, in attesa degli accertamenti del medico legale e della ricostruzione completa della dinamica.

Quella di Camponogara è una tragedia che non arriva isolata. Si tratta del terzo femminicidio in tre giorni in Italia. Poche ore prima era morta Ornella Forastefano, 46 anni, soccorsa in fin di vita davanti all’ospedale di Trebisacce, nel Cosentino: per la sua morte è stato fermato il compagno, bloccato al porto di Bari mentre tentava di imbarcarsi per l’Albania. E il giorno di Ferragosto, a Sant’Angelo a Cupolo nel Beneventano, Faustino Cardillo, 66 anni, aveva ucciso a coltellate la moglie Maria D’Alessandro, per poi ferirsi nel tentativo di suicidarsi.

Tre nomi di donne in tre giorni. Tre storie diverse che si chiudono tutte allo stesso modo: con una denuncia che non è bastata, con un ammonimento che non ha fermato la mano di chi diceva di amare. E con una comunità che, ancora una volta, si ritrova a contare le sue vittime.