L’uomo, originario dell’Est Europa, stava montando i pannelli di copertura: un volo di otto metri non gli ha lasciato scampo.
Pistoia – Un tetto di lamiera, il cemento otto metri più in basso e, in mezzo, il vuoto che giovedì pomeriggio si è portato via la vita di un operaio di 43 anni. È successo nella zona industriale di Sant’Agostino, alle porte della città, dove l’uomo stava montando i pannelli di copertura sul tetto di un capannone. Un attimo, un volo, il tonfo sull’asfalto: quando i soccorritori sono arrivati, per lui non c’era già più nulla da fare.
A tradirlo è stata la copertura su cui stava lavorando. L’operaio, originario dell’Est Europa e dipendente di una ditta di Milano, era impegnato nel montaggio dei pannelli quando, per cause ancora in corso di accertamento, è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa otto metri. Nessuno, al momento, è in grado di dire se a spingerlo giù sia stato un malore improvviso, un cedimento della struttura o l’assenza dei sistemi di protezione che avrebbero dovuto trattenerlo.
L’allarme al 112 è scattato immediatamente. In una manciata di minuti sul posto sono arrivati i sanitari del 118 con un’ambulanza della Croce Verde di Pistoia, mentre veniva allertato anche l’elisoccorso Pegaso 1. Ma né le manovre di rianimazione, prolungate a lungo sull’asfalto, né la corsa contro il tempo sono bastate: il medico ha potuto solo constatare il decesso.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche gli agenti della polizia di Stato e gli operatori del dipartimento di Prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (Pisll) dell’Asl, ora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica della caduta e verificare se sul cantiere fossero rispettate tutte le normative di sicurezza.
Resta il conto, sempre più pesante, di un Paese in cui si continua a morire di lavoro. Un altro nome, l’ennesimo, che si aggiunge a una lista che non smette di allungarsi: un uomo salito su un tetto per guadagnarsi la giornata e sceso a terra senza più futuro.



