Travolta da un camion, muore in bici a 67 anni

L’ennesima tragedia dell’angolo cieco in via Gattamelata, a due passi da CityLife. Inutile la corsa al Niguarda.

Milano – Bastano pochi metri, il tempo di una svolta a destra col semaforo verde, perché una mattina d’estate si trasformi in tragedia. È accaduto poco prima delle 13 di martedì 7 luglio, all’incrocio tra via Colleoni e via Gattamelata, a due passi da CityLife e dalla Fiera. Una donna di 67 anni, in sella alla sua bicicletta, è stata travolta e uccisa da un camion in quello che gli esperti della strada chiamano, con parola ormai tristemente familiare, “angolo cieco”: quella zona d’ombra che gli specchietti non coprono e in cui una vita può sparire in un istante.

L’impatto è stato fatale. Il mezzo pesante, guidato da un uomo di 33 anni, proveniva da via Colleoni e stava girando a destra per immettersi in via Gattamelata mentre il semaforo era verde. Proprio in quel momento è avvenuto lo schianto con la bicicletta. Un urto tanto violento che la bici è rimasta incastrata sotto il camion.

La macchina dei soccorsi si è messa in moto subito. All’arrivo dei sanitari dell’Areu, giunti in via Gattamelata con un’ambulanza e un’automedica, la donna era ancora viva ma in condizioni disperate. Stabilizzata a fatica sull’asfalto, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Niguarda. Ma i traumi riportati erano troppo gravi: la sessantasettenne è morta poco dopo il suo arrivo in corsia.

A rendere ancora più amara la vicenda c’è un dettaglio che pesa come un macigno: quel camion non era un mezzo qualsiasi. Era regolarmente equipaggiato con i sensori obbligatori per l’angolo cieco, i dispositivi acustici e visivi pensati proprio per segnalare la presenza di ciclisti e pedoni nelle zone non coperte dagli specchietti. Ora gli agenti dovranno capire se quei sensori abbiano funzionato e se la vittima si trovasse davvero in un punto che il radar non poteva vedere.

Sulla dinamica restano due ipotesi al vaglio della polizia locale, rimasta a lungo sul posto per i rilievi e per deviare il traffico. La prima: la donna stava pedalando lungo via Colleoni, affiancata al camion, proprio nella traiettoria della svolta, e per questo è finita nell’angolo cieco. La seconda: stava attraversando sulle strisce pedonali. A far propendere per la prima ricostruzione ci sono alcune tracce sull’asfalto rilevate dagli agenti. Come da prassi, la posizione del conducente è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Resta il dolore di una città che, ancora una volta, piange una vittima della strada in bicicletta. E resta quella parola, “angolo cieco”, che negli anni scorsi ha già strappato la vita ad altri ciclisti e pedoni sulle strade di Milano.