Stangata di settembre per il rientro a scuola

Tra aumenti inevitabili e strategie di risparmio: ecco quanto costa riempire lo zaino degli studenti italiani.

Il mese di settembre porta con sé il consueto appuntamento con la spesa per il rientro tra i banchi di scuola. Per l’anno scolastico in partenza, l’impatto sulle tasche delle famiglie italiane si preannuncia disomogeneo, evidenziando dinamiche di prezzo molto diverse a seconda delle categorie di beni acquistate. Se da un lato l’editoria scolastica mantiene una sostanziale stabilità nei listini di copertina, con gli aumenti dei libri di testo contenuti entro un modesto 1,8% per via dei tetti ministeriali, dall’altro l’acquisto del corredo e dei materiali accessori registra incrementi decisamente più marcati.

Particolarmente indicativo è il dato relativo ai servizi di copisteria e alle fotocopie dei testi dell’anno precedente, che segnano un rialzo dell’1,2%, configurandosi come una delle voci più stabili dell’intero comparto. Al contrario, il settore della cancelleria di base soffre di rincari medi vicini al 3,5%, spinti dall’aumento delle materie prime che penalizza l’acquisto continuativo di quaderni, penne e diari tradizionali. La forbice dei costi si allarga ulteriormente quando si passa alle dotazioni per il trasporto: se uno zaino standard o un astuccio tradizionale registrano un ritocco del 4,2% a causa dell’aumento dei costi dei tessuti tecnici e della logistica, i modelli griffati o dotati di accessori tecnologici avanzati arrivano a subire impennate che superano l’8,5%.

L’effetto complessivo sui bilanci familiari varia in modo significativo in base al ciclo di studi e alla classe frequentata, sfiorando i 650 euro per il solo corredo di cancelleria e superando abbondantemente la soglia dei 1.200 euro nei primi anni delle scuole medie e superiori, a causa della necessità di acquistare interi blocchi di volumi mai adottati in precedenza. Per arginare questa forte pressione sui budget domestici, una quota crescente di famiglie sta orientando le proprie abitudini d’acquisto verso le offerte promozionali della grande distribuzione e i canali del mercato dell’usato, strategie consolidate che permettono di contenere l’esborso finale fino al 30% ed ammortizzare con successo i rincari distribuiti sulle singole voci di spesa.