Spara all’ex compagna e poi tenta di uccidersi

Un 30enne ha raggiunto la donna tornata dalla Germania per riallacciare il rapporto. Lei lo ha respinto, lui ha fatto fuoco e poi ha rivolto la pistola contro se stesso.

Cosenza – C’è un amore finito che si trasforma in tragedia, un “no” che diventa la scintilla di una furia cieca. È accaduto all’alba di giovedì 13 agosto a Mongrassano, piccolo centro dell’entroterra cosentino, dove un uomo di appena 30 anni ha impugnato una pistola e ha sparato contro l’ex compagna, sua coetanea, prima di girare l’arma contro se stesso nel tentativo di togliersi la vita. Un colpo, poi un altro: quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto, i due giovani erano entrambi a terra, in una pozza di sangue. Ora lottano tra la vita e la morte all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove sono stati trasportati d’urgenza e già operati.

A fare da sfondo alla sparatoria, una storia d’amore naufragata e un disperato tentativo di riconquista. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la coppia aveva costruito la propria vita in Germania, dove i due avevano vissuto insieme e gestito perfino un bar. Poi la rottura, la separazione, e il rientro della donna in Calabria. Lui, però, non si era rassegnato: l’aveva raggiunta da poco, approfittando forse del periodo delle vacanze estive, con la speranza di riallacciare i rapporti.

Ma davanti all’ennesimo rifiuto, qualcosa dentro di lui si è spezzato. La discussione, sempre più accesa, è degenerata in pochi istanti. L’uomo ha estratto la pistola e ha fatto fuoco sull’ex compagna, per poi rivolgere la stessa arma contro sé stesso. Un gesto che ha trasformato una lite d’amore in un duplice dramma consumato in una manciata di secondi.

Sul luogo della sparatoria sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di San Marco Argentano, che hanno eseguito i rilievi e raccolto le prime testimonianze. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Cosenza. Restano da chiarire i contorni esatti della vicenda: da dove sia arrivata l’arma – regolarmente detenuta o meno – e cosa sia accaduto negli attimi precedenti agli spari. Tra le ipotesi al vaglio, secondo la stampa locale, ci sarebbe anche una tensione familiare legata all’organizzazione del compleanno di un bambino cresciuto dalla coppia, ma nulla è ancora confermato.

Restano soltanto due giovani vite appese a un filo, in due letti dello stesso ospedale. E l’ennesima storia di violenza che parte da un rifiuto e finisce nel sangue, in un’estate già segnata da troppe cronache come questa.