A tredici giorni dalla sparizione di Sarah e Alisya, emerge una nuova testimonianza che potrebbe offrire ulteriori elementi agli investigatori impegnati nelle ricerche.
L’Aquila – A tredici giorni dalla scomparsa di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno, emerge una nuova testimonianza che potrebbe offrire ulteriori elementi agli investigatori impegnati nelle ricerche.
Nelle ultime ore una commerciante della zona ha riferito ai carabinieri di aver notato, nei giorni precedenti alla sparizione delle ragazze, due uomini dal comportamento giudicato insolito. La segnalazione è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno verificando ogni dettaglio nel tentativo di ricostruire gli eventi che hanno preceduto l’allontanamento delle minorenni.
Secondo quanto riferito dalla donna, i due uomini sarebbero entrati nel suo locale il 16 maggio attirando immediatamente la sua attenzione. Avrebbero parlato tra loro con insistenza, effettuato diverse telefonate e osservato con attenzione quanto accadeva all’interno e all’esterno dell’attività commerciale.
La testimone sostiene che, accortisi della presenza di altre persone, i due si sarebbero allontanati rapidamente, salendo a bordo di un’auto di colore grigio scuro. Un comportamento che, all’epoca, non aveva destato particolari sospetti, ma che ha assunto un significato diverso dopo la diffusione della notizia della scomparsa delle due ragazze.
La donna ha inoltre riferito che gli stessi uomini sarebbero tornati in zona anche due giorni dopo, il 18 maggio. Alla richiesta di spiegazioni sulla loro presenza nel piccolo centro del Parco nazionale d’Abruzzo, avrebbero dichiarato di trovarsi lì per effettuare una “perlustrazione del territorio”.
Solo successivamente, apprendendo della sparizione di Sarah e Alisya e della presenza della madre nella struttura in quel periodo, la commerciante e il marito hanno deciso di riferire quanto osservato alle forze dell’ordine. Gli investigatori stanno ora verificando la fondatezza del racconto e cercando eventuali riscontri attraverso testimonianze, immagini di videosorveglianza e altri elementi raccolti nel corso dell’inchiesta.
Nel frattempo continuano senza sosta le attività di ricerca. Nei giorni scorsi è stato ritrovato nei boschi circostanti un fermaglio rosso per capelli che potrebbe appartenere a una delle due sorelle. L’oggetto rappresenta al momento uno dei pochi elementi concreti emersi dopo la scomparsa.
Le operazioni vedono impegnati carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile e unità specializzate, mentre la Procura di Sulmona continua a coordinare le indagini. Gli accertamenti si concentrano anche sui movimenti registrati dalle telecamere presenti nell’area e sui contatti che le due ragazze potrebbero aver avuto prima dell’allontanamento.
La testimonianza della commerciante, pur non costituendo al momento una prova di collegamento con la scomparsa delle due minorenni, rappresenta un nuovo tassello investigativo che potrebbe contribuire a chiarire uno dei casi che stanno maggiormente tenendo con il fiato sospeso l’intero Abruzzo.