Anziani, donne incinte, lavoratori fisicamente impegnati, persone affette da patologie cardiovascolari, respiratorie, renali, diabete, disturbi mentali sono tra le più vulnerabili.
Il caldo estremo mette a rischio la salute dell’agricoltura. Gli ultimi anni si sono caratterizzati per il cambiamento climatico col caldo estremo che sta sconvolgendo l’equilibrio geologico e dell’agricoltura. L’allarme è stato lanciato dalla FAO, Food and Agriculture Organization, un’agenzia specializzata dell’ONU. Opera a livello internazionale per sconfiggere la fame, garantire la sicurezza alimentare e promuovere un’agricoltura sostenibile.
E’ stato diffuso il rapporto “Extreme Heat and Agriculture” in cui si è evidenziato come il caldo estremo sia una minaccia strutturale per i sistemi agroalimentari globali. L’aumento di intensità e durata delle ondate di calore causa danni fisici a colture e bestiame riducendo drasticamente la produttività e la salute dei lavoratori agricoli. Sono a rischio dunque coltivazioni, allevamenti, pesca e foreste e le relative comunità ed economie.
Il caldo eccessivo, in molte aree del pianeta, ha provocato un repentino sbalzo di temperature che ha sottoposto materiali e organismi a stress interno, causato da rapide variazioni calore-freddo. Gli effetti maggiori si sono riversati sulle colture di frutta e di grano, provocando un’epidemia di locuste che hanno rovinato i raccolti e diminuito la quantità di acqua.
A soffrirne bovini, polli e maiali con il conseguente calo della produzione lattiero-casearia. Non vengono risparmiati dall’ira funesta del caldo i lavoratori agricoli. Se si pensa che, secondo il rapporto, i giorni di caldo eccessivo potrebbero arrivare a 250 all’anno in alcune zone dell’Asia meridionale, Africa tropicale subsahariana e America centro-meridionale, è intuibile come sia impossibile lavorare se non a rischio della propria salute e l’economia possa impoverirsi.
Tuttavia è proprio nei momenti difficili che possono presentarsi nuove opportunità. Infatti Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) sostiene che se, ad esempio, in una regione come la Sicilia si riscontrano problemi per la viticoltura, si sono verificati casi per la coltivazione di frutta tropicale, mango e avocado, che hanno prodotto ottimi fatturati.

Mentre in aree come il Veneto e il Trentino-Alto Adige stanno fiorendo coltivazioni di uliveti, proprio in zone fino a qualche tempo fa considerate non idonee. Secondo Coldiretti l’importante è adeguarsi alle nuove condizioni, adoperandosi per trasformarle in produttive. Per fare questo è necessario l’intervento della Commissione Europea con maggiore utilizzo di tecnologie digitali e di polizze assicurative che possano coprire i nuovi rischi con costi sostenibili.
L’Europa è il continente con il riscaldamento più rapido del pianeta. La durata e l’intensità delle ondate di calore pericolose per la salute umana sono in aumento e si prevede che aumenteranno ulteriormente in tutti gli scenari climatici, in particolare nell’Europa meridionale.
Se esposto a periodi di temperatura molto elevata, il corpo umano può lottare per regolarsi, con conseguente stress da calore e complicazioni da condizioni mediche preesistenti, portando in alcuni casi a morte prematura. Anziani, donne incinte, lavoratori in occupazioni fisicamente impegnative, persone affette da malattie cardiovascolari, respiratorie o renali, diabete o disturbi mentali e persone emarginate e con risorse insufficienti sono tra le più vulnerabili al caldo estremo.
Va bene, come sostiene Coldiretti, adeguarsi alle mutate condizioni climatiche ma è urgente, in primis, la soluzione delle varie criticità.