La famiglia, di origine nigeriana, si era da poco trasferita nell’appartamento. Genitori sotto shock, indagini in corso.
Genova – Ci sono mattine che si spezzano in un attimo e lasciano un’intera città senza fiato. È quello che è successo a Begato, quartiere collinare della Val Polcevera, dove un bambino di appena 5 anni ha perso la vita dopo essere precipitato dal terzo piano del palazzo in cui viveva con la sua famiglia. Un volo di pochi metri che ha cancellato per sempre il sorriso di un bimbo e distrutto una famiglia che in quella casa aveva appena iniziato a costruire il proprio futuro.
Il dramma si è consumato intorno alle 12.30 di mercoledì 9 settembre. Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo si sarebbe sporto dal balcone dell’appartamento precipitando nel vuoto. A lanciare l’allarme sarebbero stati proprio i genitori, che hanno fatto scattare una corsa disperata contro il tempo.
Sul posto sono arrivati in pochi minuti i soccorritori del 118, con un’ambulanza della Croce Rosa e un’automedica, insieme ai vigili del fuoco e alla polizia. I sanitari erano riusciti in un primo momento a stabilizzare il bambino, ancora vivo seppur in condizioni gravissime. Ma nonostante i tentativi disperati di rianimazione, per il piccolo non c’è stato nulla da fare: il suo cuore si è fermato poco dopo.
Una tragedia che ha travolto anche i genitori. Il padre è stato ricoverato in stato di shock all’ospedale Villa Scassi, mentre la madre, sconvolta, è stata assistita a lungo dai soccorritori sul luogo della tragedia. La famiglia, di origine nigeriana, si era da poco trasferita in quell’appartamento di Begato, dove sognava di ricominciare.
Ora toccherà agli inquirenti ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Le indagini sono state affidate alla squadra mobile della polizia, che sta ascoltando testimoni e vicini per chiarire ogni dettaglio. Tra i punti ancora da accertare c’è un interrogativo che pesa come un macigno: se il bambino, nei minuti fatali, fosse rimasto solo in casa.
Quella di Begato è solo l’ultima di una scia di tragedie che nel 2026 hanno colpito la Liguria. A febbraio, a Savona, un bambino di nove anni era precipitato da un terrazzino della scuola per il cedimento di una ringhiera; a luglio, a Pietra Ligure, un altro piccolo di tre anni era caduto da un balcone. Storie diverse, ma uno stesso dolore: quello di famiglie che, in un istante, hanno visto spezzarsi la vita dei propri figli.