L’episodio avvenuto a Paraggi segue quello di Genova Pegli. Cresce l’esasperazione dei bagnanti, scatta una petizione popolare indirizzata alla sindaca Silvia Salis.
Genova – Un pomeriggio di sole e relax si è trasformato in pochi istanti in una scena di profondo disagio e indignazione sulla rinomata spiaggia di Paraggi, l’esclusiva baia incastonata tra Portofino e Santa Margherita Ligure. In pieno giorno, di fronte a decine di bagnanti e a numerose famiglie con bambini piccoli che giocavano sulla sabbia, un giovane di origini africane ha iniziato a masturbarsi pubblicamente, mostrando i propri genitali con totale noncuranza della folla circostante. L’episodio ha immediatamente scatenato il panico e la rabbia dei presenti, riaccendendo i riflettori sul tema della sicurezza e del decoro lungo i litorali della riviera ligure.
Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze dei presenti, il giovane – che secondo le prime impressioni sembrerebbe originario dell’Africa centrale – ha iniziato a camminare seminudo sul bagnasciuga proprio nel tratto di spiaggia libera antistante il noto stabilimento e ristorante “Langosteria Paraggi”.
L’azione si è sviluppata in pochi istanti. L’uomo si è improvvisamente fermato in mezzo alla folla, ha preso l’organo genitale tra le mani e ha iniziato a masturbarsi, fissando i passanti e i nuclei familiari posizionati a pochissimi metri di distanza. Fatti allontanare i minori, è stato subito richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Nel giro di pochi minuti, una pattuglia dei carabinieri della locale compagnia è giunta sull’arenile. I militari hanno bloccato il giovane e lo hanno condotto via dalla spiaggia per l’identificazione e i successivi adempimenti giudiziari.
L’episodio di Paraggi segue di pochissimi giorni un altro scandalo di matrice identica consumatosi sul litorale genovese di Pegli. Anche in quel caso, un giovane africano si era abbassato i pantaloncini sul bagnasciuga dando inizio a un atto autoerotico davanti alla folla. Gli inquirenti dell’Arma stanno effettuando accertamenti per verificare se si tratti dello stesso individuo trasferitosi nel Levante.
La reiterazione di questi comportamenti ha però esaurito la pazienza dei residenti e dei frequentatori abituali della riviera. Definiti ormai come episodi “numerosissimi” e intollerabili, i cittadini hanno promosso una petizione popolare indirizzata alla sindaca Silvia Salis. Il documento, che sta raccogliendo centinaia di adesioni, chiede formalmente al primo cittadino l’adozione di “interventi urgenti per la sicurezza, il decoro e la vivibilità” del litorale, attraverso un potenziamento dei controlli interforze e presidi fissi nelle aree balneari più sensibili.