Quindicenne pestata a scuola per una scommessa da 20 euro

L’agguato era stato scritto su un foglio a quadretti e postato su Instagram la sera prima. Per la vittima dieci giorni di prognosi.

Pordenone – Una ragazzina di 15 anni si è ritrovata sola contro sei, circondata dai suoi stessi compagni di scuola, mentre calci e pugni piovono senza pietà e, tutt’intorno, nessuno muoveva un dito se non per alzare il telefono e riprendere la scena, ridendo. È accaduto martedì mattina, poco prima della campanella, davanti a un istituto superiore di San Vito al Tagliamento: un pestaggio annunciato, pianificato nei dettagli e messo nero su bianco su un foglio a quadretti, poi esibito con orgoglio in una storia su Instagram.

L’aggressione non è nata da una lite improvvisa. A orchestrarla, secondo la ricostruzione dei genitori riportata da Il Gazzettino, sono state due compagne di origine straniera, conosciute dalla vittima l’anno precedente. Con la scusa di “voler parlare”, hanno chiamato in disparte la ragazza fuori dai cancelli. Prima gli insulti, poi il tentativo di allontanarsi – “io vado in classe”, aveva detto lei. Ma appena si è girata è stata afferrata per i capelli e scaraventata a terra, battendo la testa. In un attimo si sono aggiunti altri quattro coetanei che l’hanno accerchiata e colpita per circa cinque minuti, finché un membro del personale scolastico non si è accorto della scena ed è intervenuto.

Il dettaglio più agghiacciante è la premeditazione. La sera prima, su un profilo social, era comparsa la fotografia di un foglio a quadretti con una tabella disegnata a penna e due colonne: da una parte i nomi dei sei studenti pronti ad accerchiare la vittima all’indomani, dall’altra dodici nomi di compagni disponibili a ripetere l’aggressione nel pomeriggio. Ad accompagnare l’immagine, le frasi “abbiamo fatto un bel programmino“ e “è pronta a picchiarla”. Dietro tutto, una scommessa: subito dopo le botte, l’alunna che aveva sferrato i colpi ha rivendicato online la sua vincita, 20 euro.

Portata al pronto soccorso, la quindicenne è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni: trauma cranico e facciale, un trauma toracico lieve, una distorsione cervicale e diverse contusioni e abrasioni a gomiti, ginocchio e nella zona lombare. “Mai avremmo pensato di essere contattati per un avvenimento del genere”, ha raccontato la madre a Il Gazzettino. Dall’ospedale la famiglia si è diretta dai carabinieri per raccogliere gli elementi utili alla denuncia, confidando anche nelle immagini delle telecamere di sorveglianza e nei video girati dai presenti.

A rendere ancora più amara la vicenda è il movente, che ha il sapore beffardo dell’ingratitudine. Secondo i genitori, la figlia lo scorso anno aveva aiutato spesso proprio la ragazza che poi l’ha picchiata, prestandole libri e materiali mai restituiti. Dopo aver provato invano a riaverli, si era limitata a prendere le distanze e a stringere nuove amicizie, senza mai un gesto ostile. “Non ha mai fatto nulla di male alle due ragazze e non le ha mai screditate”, ha sottolineato la madre. Una tensione covata per mesi, esplosa al rientro tra i banchi.

Oggi resta una domanda sospesa su quel cortile: mentre la vittima porta ancora addosso i segni di quei cinque minuti, la studentessa che ha guidato il branco ha continuato a frequentare regolarmente le lezioni. Alla scuola spetta ora decidere se e quali provvedimenti disciplinari adottare; ai carabinieri, il compito di dare un nome e un volto a ciascuno di quei sei ragazzi che, per venti euro, hanno trasformato un banale rientro a scuola in un agguato.