“Preso a sassate perché disabile”: l’orrore della baby gang

Insulti, telefonate anonime e pietre contro la sua finestra per mesi. Poi il pestaggio che gli ha spaccato il naso. La famiglia denuncia: “Non sono bravate”.

Foggia – C’è un ragazzo di 25 anni che da mesi non esce più di casa, chiuso in una stanza dove perfino la finestra è diventata un bersaglio. È disabile, soffre di disturbi psichici, e per un branco di adolescenti annoiati è diventato il gioco crudele dell’estate. Prima gli insulti, poi le sassate, infine il naso rotto. Una escalation di ferocia che ha gettato nel terrore un’intera famiglia di San Giovanni Rotondo, dove tutto era cominciato in sordina e si è trasformato in un incubo.

La persecuzione, secondo la denuncia presentata ai carabinieri dall’avvocato di famiglia Francesco Pio Leonardo Urbano, va avanti da mesi. Il branco – ragazzini tra i 14 e i 18 anni – a più riprese si presentava sotto l’abitazione del 25enne lanciando pietre contro il vetro della sua camera. Poi le chiamate anonime al citofono: circa 70 in un solo mese, tante da costringere i genitori a staccare l’apparecchio per avere un po’ di pace. Molestie compiute anche in piena notte, tra le 2 e le 3.

L’episodio più grave è esploso all’inizio di agosto. Dopo l’ennesima incursione sotto casa, con offese rivolte proprio alla sua disabilità, il ragazzo – esasperato – è sceso in strada per chiedere spiegazioni. La risposta è stata una pioggia di pietre. Colpito al volto, alla testa e ai piedi, il giovane è stato soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza: per lui frattura delle ossa nasali, trauma cranico e una contusione alla caviglia.

Il legale, ex garante comunale per le persone con disabilità, non usa mezzi termini e respinge ogni tentativo di minimizzare: “Non si tratta di bravate, ma di veri e propri atti persecutori che stanno rendendo difficile la vita della vittima e dei suoi familiari. La nostra è una comunità di gente tranquilla e perbene”. E ancora: “È un ragazzo perbene, ha tanti amici, ride e scherza. Quanto sta accadendo è inspiegabile. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura”, dichiara all’Ansa.

L’impatto è stato devastante. Il ragazzo si è chiuso in un grave isolamento, non mette più piede fuori casa e le sue condizioni avrebbero imposto persino un ritocco alle terapie. Come se non bastasse, dopo una breve tregua il branco avrebbe ripreso a tormentarlo. Ora la parola passa agli inquirenti, chiamati a dare un nome e un volto a chi ha trasformato la fragilità di un giovane in un bersaglio.