Pnrr: i soldi finora spesi dai ministeri, record delle risorse a trasporti e ambiente

Alla fine del 2023 l’Italia ha speso 45,65 miliardi di euro su 102,5 erogati dall’Ue. Tutti gli aggiornamenti nella Cabina di regia.

Roma – Tutto inizia con gli squilli di tromba del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “Primi in Europa. Il governo Meloni centra anche questo obiettivo: detenere il primato per
l’utilizzo dei fondi del Pnrr. Siamo alla vigilia di una rivoluzione dolce della quale questa maggioranza e questo esecutivo sono artefici e gli italiani protagonisti. Il tutto senza abbassare la testa, come spesso hanno fatto tecnocrati e sinistra, ma coordinando l’orchestra e suonando un altro spartito”. Ma la replica del Movimento 5 stelle è subito servita a suon di slogan:  “Il Pnrr non può essere trattato come una televendita di pentole o materassi”. 

L’eterna diatriba tra maggioranza e opposizione non stupisce. I parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di camera e Senato vanno all’attacco: “Purtroppo la Presidente del consiglio e il ministro Fitto non si rendono ancora conto che festeggiare per la semplice rimodulazione del piano, o per l’incasso delle rate, è semplicemente ridicolo se poi queste risorse non vengono messe a terra. E la stessa relazione di Fitto parla di una spesa di 21 miliardi nel 2023, ovvero l’11% di tutta la RRF (Recovery and resilience facility), il dispositivo principale del piano”.

Fabio Rampelli

Ma al di là degli scontri partitici, quanto hanno speso finora i ministeri? Alla fine del 2023 l’Italia ha speso nell’ambito del Pnrr 45,65 miliardi di euro su 102,5 erogati dall’Unione europea. Il totale delle risorse assegnate al nostro Paese ammonta a 194,4 miliardi, cifra che l’Italia riceverà completamente con il via libera alle successive rate. In base ai dati della IV relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza il ministero a cui sono state assegnate più risorse è quello delle Infrastrutture e dei Trasporti: 39,7 miliardi di cui ne sono stati spesi, 6,1 (1,32 nel 2023), pari al 15% circa.

Nella classifica dei dicasteri che hanno ricevuto più finanziamenti segue il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con 34,6 miliardi, di cui spesi 14 (la cifra più alta), pari a circa il 40%. Segue il ministero delle Imprese e del Made in Italy con 19,6 miliardi destinati, facendo registrare la percentuale di spesa più elevata, il 70%, frutto di 13,7 miliardi spesi. Al ministero dell’Istruzione e del Merito sono destinati 17,5 miliardi di cui spesi circa 3, pari al 17%. Dotazione a due cifre anche per il ministero della Salute: 15,6 miliardi assegnati e 590 milioni spesi al 2023, ovvero circa il 3,8%.

Anche il dipartimento della Trasformazione digitale vede una quantità importante di risorse da spendere:
12,8 miliardi, di cui spesi al 31 dicembre 2023 1,2 miliardi, pari a circa il 9,3%. Il ministero dell’Università e della Ricerca ha in dotazione invece 11,7 miliardi e di questi ne ha sborsati 1,4, ovvero circa il 12%. Dei 7,2 miliardi assegnati invece al ministero del Lavoro ne sono stati spesi finora solo 59 milioni, interamente nel 2023. E ancora, 4,2 miliardi vanno al ministero della Cultura, che ha speso al 2023 152 milioni, pari
al 3,5%. Il ministero dell’Agricoltura beneficia di 3,7 miliardi circa, a fronte di 201 milioni spesi, il 5,4%.

La cabina di regia del Pnrr

Al ministero della Giustizia sono assegnati 2,7 miliardi, di cui spesi 680 milioni, il 26% circa; 2,4 miliardi vanno invece al ministero del Turismo, che ha speso 67 milioni. Complessivamente lo scorso anno l’Italia ha speso 21,1 miliardi nell’ambito del Pnrr contro i 40,9 indicati l’anno precedente nella Nadef. Nel 2024 gli obiettivi associati alla sesta rata, pari a 9,6 miliardi, sono 39, mentre sono 74 gli obiettivi e traguardi connessi alla settima rata, che avrà un ammontare di 19,6 miliardi.

Tutti dati su cui si è fatto il punto nella Cabina di regia presieduta dal Ministro per gli Affari europei, per le politiche di coesione, il Sud e il PNRR, Raffaele Fitto. L’Italia è il Paese che ha soddisfatto il numero più alto di traguardi e obiettivi del Pnrr, 78 su 527. Lo ha sottolineato il premier Giorgia Meloni, un dato già emerso dalla valutazione di medio termine della Commissione europea sul dispositivo di ripresa e resilienza.

Segue la Spagna, con 121 su 416 traguardi e obiettivi e la Croazia con 104 su 372. Italia e Spagna, in particolare, sono i due Paesi ad aver i maggiori fondi con il Pnrr tra prestiti e sovvenzioni. Degli 800 miliardi complessivi sono stati chiesti rispettivamente 194,4 miliardi dall’Italia e a 163 miliardi dalla Spagna. Il ministro Fitto ha detto che per il decreto i tempi non saranno lunghi: “Con il ministro Giorgetti lavoriamo da sempre in modo molto positivo. A volte si lanciano allarmi anche quando non c’è una scadenza, come nel caso del decreto Pnrr sul finanziamento delle opere espunte dal piano. Noi abbiamo tolto quei progetti perché abbiamo condiviso con la Ue la non rendicontabilità, la non ammissibilità e il fatto che non avrebbero raggiunto le scadenze richieste”.

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