Per dispetto eccoti un mostro di mattoni

Simili strampalati edifici spesso sono stati costruiti per protestare contro un familiare impossibile, un Comune vessatorio oppure solo per rabbia.

Si può far fatica a crederci ma spesso la cronaca, gli usi e i costumi sono talmente vari ed eterogeni che confermano le contrapposizioni dell’agire umano. Chi poteva immaginare che la mente umana avrebbe partorito la bizzarra idea di edificare case non per la propria comodità, ma per ripicca e molestia verso i propri simili?

Sono state definite le “Case del Dispetto”, costruite soprattutto nel periodo in cui non esistevano, a livello urbanistico, i piani regolatori. Per la cronaca si tratta del principale strumento con cui ogni comune in Italia pianifica lo sviluppo, l’uso e la trasformazione del proprio territorio.

Divide il territorio comunale in zone omogenee (come centri storici, aree residenziali, zone industriali o agricole) definendo le relative destinazioni d’uso. Stabilisce dove, come e quanto si può costruire, fissando i limiti di volume e altezza degli edifici. Indica la posizione di strade, servizi pubblici, aree verdi e vincoli paesaggistici o storici da rispettare.

Le cause per cui si pensa a costruirne una sono le più disparate, tra cui una sorta di rivalsa contro l’autorità costituita, a cui si impedisce il passaggio di persone e di cose in piccoli pezzi di terra. Ma la principale è l’eredità di famiglia. Esistono anche in Italia.

La più famosa è la “Casa du Currivu”, ubicata nella provincia di Palermo, meritandosi il titolo di casa più stretta al mondo. Sono edifici costruiti senza senso. Oltre a causa di liti famigliari sono state costruite per contenziosi coi vicini o col Comune o, ancora, per questioni di confine.

Tutto ciò era possibile quando i piani regolatori non esistevano (in Italia sono stati istituiti dopo l’Unità d’Italia) e vigeva una certa libertà nell’edilizia. Fino ad allora ci si è sbizzarriti in edifici che, in realtà, rappresentavano dei veri propri schiaffi nei confronti del parente, vicino o autorità.

Ad esempio la Old Spite House (letteralmente la “Vecchia casa del dispetto“), una celebre casa storica situata a Marblehead, nel Massachusetts (Stati Uniti), costruita nel 1716, è considerata una delle prime e più famose case di questo tipo d’America. Fu edificata perché il minore dei fratelli aveva ereditato la parte più esigua dei beni di famiglia.

Ritenendosi offeso ritenne di farla pagare ai suoi germani. Ed ecco che venne fuori un capolavoro dispettoso: un’abitazione larga solo 3 metri, ma talmente alta e lunga da ostruire la visuale sul mare ai fratelli e la luce solare!

Come si è visto l’eredità è uno dei motivi che scatena il dispetto. Ma anche l’ostruzione al passaggio di veicoli e mezzi merita un posto di rilievo. Così come i motivi di rivalsa verso il Comune, come reazione ai tentativi di esproprio. Il fenomeno negli USA è durato fino agli anni ’20 del secolo scorso, quando furono pensate le regole per i piani urbanistici delle città.

Case strane in legno ad Avoriaz, in Francia

Come già detto prima in Italia tra le più famose case di questo tipo merita menzione la “Casa du Currivu”, a Petralia Sottana, in provincia di Palermo. Si narra che negli anni ’50 un signore aveva bisogno del permesso del vicino, che era suo cognato, per costruire un altro piano al proprio alloggio. Il familiare si rifiutò perché riteneva l’opera ostruttiva per il panorama.

Per vendetta il nostro eroe costruì un’opera larga 1 metro, col solo scopo di eliminare la visione del panorama, passando alla storia, in quanto la struttura è la casa più stretta al mondo, presa d’assalto dagli assatanati dei social tanto da diventare “virale”. Ma le case in Italia così ce ne sono altre, tutte costruite per dispetto, rabbia, vendetta, verso altre persone o autorità.

C’è da segnalare che i casi passati alla storia, rientrano, comunque, nel novero di quelli che hanno risorse economiche da investire. La cronaca, spesso, ci racconta di episodi di liti familiari – nei casi estremi con omicidi – per la spartizione di un pezzo di terra, il cui valore è così misero da essere insignificante.

Eppure si scatena il finimondo, forse perché, oltre al bene da ereditare, vengono toccate corde che hanno a che fare con la furbizia, l’orgoglio, l’invidia, la ripicca, incomprensioni mai chiarite.

Così anche un lembo di terreno diventa il casus belli di rapporti che si interrompono per anni e sentimenti che si possono lacerare per sempre.