Pedaggi fantasma sulle autostrade: cinque esattori sospesi

La truffa è stata scoperta grazie alle telecamere nascoste: i dipendenti sostituivano i biglietti reali con tagliandi da 90 centesimi.

Palermo – Cinque esattori del Consorzio Autostrade Siciliane (CAS) sono stati sospesi dal servizio per sei mesi dopo che le indagini della Procura di Termini Imerese hanno accertato ammanchi per quasi un milione di euro in appena tre mesi. Insieme a loro è stato fermato anche un tecnico informatico esterno, ritenuto coinvolto in 33 episodi. In totale, le condotte contestate sfiorano quota 300.

Il meccanismo era semplice ma sistematico: all’arrivo di un’auto, l’esattore ritirava il contante e il biglietto di pedaggio, ma nel macchinario di registrazione inseriva un tagliando precedentemente accantonato, che riportava un importo di soli 90 centesimi, molto al di sotto di quanto realmente dovuto. La differenza, tra i 7 e i 15 euro a transazione, finiva direttamente in tasca ai dipendenti. Per moltiplicare i guadagni, alcuni di loro avevano anche disattivato le corsie automatizzate, costringendo più automobilisti a transitare dagli sportelli presidiati.

A far scattare l’inchiesta era stata la stessa azienda, che aveva segnalato irregolarità nei rendiconti dei caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono, sulla Palermo-Messina: i passaggi registrati non quadravano con gli incassi effettivi. La polizia stradale ha quindi installato telecamere nascoste nei gabbiotti, raccogliendo le prove necessarie. Le irregolarità esaminate riguardano per ora il periodo novembre 2025-gennaio 2026, ma il giudice ha sottolineato che:

“Le condotte rappresentano solo un piccolo segmento di un consolidato modus operandi”.

Tutti gli indagati, sentiti dal Gip in sede di interrogatorio preventivo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.