Gianluca Soncin, accusato di aver ucciso l’ex fidanzata con 76 coltellate, rischia l’ergastolo per omicidio pluriaggravato.
Milano – Si sono registrati momenti di forte tensione nell’aula della Corte d’Assise durante l’apertura del processo a carico di Gianluca Soncin. L’uomo, di 53 anni, è accusato di aver assassinato l’ex fidanzata Pamela Genini, una fotomodella di 29 anni, con 76 coltellate la sera del 14 ottobre 2025 nella sua abitazione.
Quando l’imputato è entrato in aula, la madre della giovane, Una Smirnova, si è scagliata contro di lui con insulti e urla di dolore, rendendo necessario l’intervento dei familiari per evitare che la situazione degenerasse prima dell’apertura formale del processo. Per riportare la calma e consentire l’inizio dell’udienza, la signora Smirnova è stata successivamente accompagnata fuori dall’aula dai propri familiari.
Il quadro probatorio delineato dalla pubblico ministero Alessia Menegazzo e dal procuratore aggiunto Letizia Mannella configura uno scenario di estrema violenza. Gianluca Soncin, attualmente detenuto in regime di custodia cautelare in carcere, deve rispondere dell’accusa di omicidio volontario pluriaggravato.
Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, la furia dell’uomo si è consumata tra le mura dell’appartamento della vittima situato in via Iglesias 33, nel quartiere Adriano. Lì, la giovane modella è stata letteralmente straziata da 76 fendenti che non le hanno lasciato alcuno scampo. A carico del 53enne, la Procura di Milano contesta una lunga serie di aggravanti che, in caso di condanna, escluderebbero l’accesso ai riti alternativi e potrebbero costargli la pena dell’ergastolo.