Omicidio Pierina Paganelli, domani l’incidente probatorio. Manuela Bianchi al bivio

La nuora della vittima chiamata a confermare le accuse contro l’ex amante Louis Dassilva, unico indagato. I figli della pensionata lanciano un appello: “Dica la verità”.

Rimini – È una giornata cruciale quella di domani, martedì 25 marzo 2025, per l’inchiesta sull’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa con 29 coltellate il 3 ottobre 2023 mentre rientrava nella sua abitazione di via del Ciclamino, a Rimini. Alle 10, davanti al Gip Vinicio Cantarini, si terrà l’incidente probatorio che vedrà protagonista Manuela Bianchi, nuora della vittima e indagata per favoreggiamento. La donna dovrà confermare o smentire le accuse mosse il 4 marzo scorso contro Louis Dassilva, il 35enne senegalese, vicino di casa ed ex amante, attualmente unico sospettato del delitto.

“Trova il coraggio di dire tutto ciò che sai”, è l’appello accorato che i figli di Pierina – Giuliano, Giacomo e Chiara Saponi – hanno rivolto a Manuela tramite i loro avvocati, Monica e Marco Lunedei, alla vigilia dell’udienza. “Comprendiamo le paure e le angosce che ti hanno frenato finora, ma abbiamo bisogno della verità per ottenere giustizia e perché nostra madre possa finalmente trovare pace”, hanno scritto, rompendo un silenzio durato mesi. Un messaggio che sottolinea il peso emotivo di un caso che ha scosso la comunità riminese e che, dopo quasi diciotto mesi, resta avvolto da interrogativi.

Manuela Bianchi, assistita dall’avvocato Nunzia Barzan e dal consulente criminalista Davide Barzan, aveva raccontato agli inquirenti che la mattina del 4 ottobre 2023, rientrando a casa alle 8.06 (come confermano le telecamere), avrebbe incontrato Dassilva nel vano scale dei garage. Lui, secondo la sua deposizione, le avrebbe indicato la presenza di un corpo dietro la porta tagliafuoco, invitandola a tacere e a chiamare un vicino. Le immagini di sorveglianza registrano il rumore della basculante che si chiude alle 8.09 e l’apertura della porta tagliafuoco alle 8.10, momento in cui Manuela avrebbe scoperto il cadavere della suocera. Solo alle 8.20, dopo aver chiesto aiuto ai vicini, è partita la chiamata al 112. Per la Procura, quei minuti di ritardo potrebbero nascondere un tentativo di insabbiamento, con Dassilva presente sulla scena.

Un altro elemento inquietante emerge dalle indagini: un file audio delle telecamere del garage che, secondo gli inquirenti, avrebbe catturato i rumori dell’aggressione a Pierina la sera del 3 ottobre. La tesi accusatoria si scontra però con la difesa di Dassilva, rappresentata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, che contesta la credibilità della testimone. “Le dichiarazioni di Manuela Bianchi sono contraddittorie”, ha dichiarato Guidi. “Ha cambiato versione più volte, e la sua ultima ricostruzione stride con quanto sostenuto per mesi. Louis nega di essere stato nel garage quella mattina”. La difesa punta anche sull’assenza di DNA di Dassilva sulla scena del crimine e sull’incompatibilità della sua altezza con quella dell’uomo ripreso dalla telecamera “cam3” della farmacia vicina, un tempo considerata prova chiave.

L’incidente probatorio di domani potrebbe essere decisivo: se Manuela confermerà le accuse, le sue parole verranno “cristallizzate” come prova per un futuro processo; in caso contrario, la posizione di Dassilva, in carcere dal luglio 2024, potrebbe rafforzarsi, spingendo verso una richiesta di scarcerazione. Sullo sfondo resta il mistero dell’incidente quasi mortale di Giuliano Saponi, figlio di Pierina e marito di Manuela, avvenuto a maggio 2023, che la Procura sta riesaminando per possibili collegamenti con l’omicidio. A Rimini, la verità sembra più vicina, ma il confronto tra i due ex amanti promette ancora colpi di scena.

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