Ostilità, contraddizioni e sospetti: Nors Mazlapan rischia l’indagine per concorso in omicidio. Il gip convalida l’arresto del ragazzo: “Rischio fuga e inquinamento delle prove”.
Roma – Non la sopportava. Nors Mazlapan, madre di Mark Samson, l’ex fidanzato reo confesso dell’omicidio di Ilaria Sula, non vedeva di buon occhio la studentessa 22enne di Terni che per un anno ha frequentato il piccolo appartamento della famiglia filippina in via Homs, nel quartiere Africano. «Non volevo che Mark la portasse sempre a casa. Temevo che lo distraesse dallo studio», avrebbe confidato la donna agli investigatori della Squadra Mobile, diretta da Roberto Pititto. Un’ostilità che ora, a due settimane dal delitto avvenuto tra il 25 e il 26 marzo, potrebbe costarle cara: sia lei che il marito Rik Samson rischiano di essere indagati per concorso in omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Un garofano rosa e troppe ombre
Ilaria è stata accoltellata a morte nella stanza di Mark, un laureando in Architettura, per poi essere avvolta in un sacco di plastica, infilata in un trolley e gettata in un dirupo a Capranica Prenestina, a 40 chilometri da Roma. Sul luogo del delitto, al civico 8 di via Homs, resta solo un garofano rosa, unico segno di ricordo in un palazzo dove nessuno – né i condomini, né la comunità filippina del quartiere – sembra aver sentito nulla. «Dormivo, non mi sono accorta di niente», ha dichiarato Nors, la madre di Mark, durante l’unico interrogatorio finora sostenuto, aggiungendo di essere uscita il giorno dopo. Ma la sua versione, come quella del marito Rik, collaboratore domestico a Roma Nord, è piena di contraddizioni.

«Eravamo entrambi in casa quella notte, sapevamo che Ilaria era con Mark», hanno detto i coniugi Samson. Eppure Rik, in un momento successivo, ha sostenuto di essere uscito e rientrato solo il giorno dopo. Una confusione che alimenta i sospetti degli inquirenti: possibile che Mark abbia agito da solo, uccidendo Ilaria, pulendo la stanza – dove è stato trovato il suo sangue nonostante un’accurata pulizia – e trasportando il corpo sotto gli occhi ignari dei genitori?
Un astio che pesa
L’atteggiamento della madre di Mark verso Ilaria è diventato un elemento centrale dell’indagine. Più che una semplice disapprovazione culturale o materna, gli investigatori intravvedono un’ostilità latente, forse legata alla religiosità della donna o a una gelosia nei confronti del figlio. «Mio figlio deve concentrarsi sullo studio», avrebbe ripetuto Nors, ma quel “qualcosa di più” emerso nell’interrogatorio potrebbe aver influito sugli eventi di quella notte. Ilaria è stata colpita al collo, probabilmente nel sonno o a tradimento, con una lama ancora irreperibile. Nella stanza accanto, a pochi metri, Nors e Rik dormivano – o così dicono.
«Non abbiamo sentito grida, né lamenti», insistono i genitori. Una versione che coincide con il silenzio riferito dai vicini, molti dei quali filippini, compreso lo zio Emilio, che sfugge ai cronisti in scooter. Ma questo non basta a dissipare i dubbi: per gli inquirenti, appare inverosimile che Mark, 23 anni, abbia potuto compiere tutto – dall’omicidio al trasporto del corpo con l’auto di famiglia in pieno giorno – senza il coinvolgimento o almeno la complicità dei genitori.
La comunità filippina e la tensione
Nel quartiere Africano, la vicenda ha scosso la numerosa comunità filippina, che si chiude a riccio. I Samson, una famiglia riservata – lui collaboratore domestico, lei casalinga con problemi di salute – sono ora al centro di un caso che ha attirato l’attenzione anche della stampa internazionale, filippina inclusa. La Procura di Roma, che coordina le indagini, non esclude un nuovo interrogatorio per Nors e Rik, mentre la posizione di Mark, reo confesso ma con dichiarazioni contraddittorie, si aggrava.
Un delitto ancora oscuro
Il sangue di Ilaria trovato nella stanza, nonostante i tentativi di pulizia, racconta una storia di violenza brutale. Ma chi ha calato il fendente? E chi ha aiutato a far sparire il corpo? La pista del movente passionale – Mark non accettava la fine della relazione – si intreccia con i sospetti su una dinamica familiare più complessa. Nors, con il suo astio dichiarato, potrebbe essere la chiave per sbloccare un puzzle che, per ora, resta avvolto nel silenzio di via Homs.
Il gip convalida il fermo: “Per Samson c’è il rischio fuga”
Intanto, il gip di Roma ha convalidato il fermo di Mark Antony Samson. Nell’ordinanza il giudice riconosce la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, così come la sussistenza del pericolo di fuga, del rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Il 23ennne resta quindi detenuto nel carcere di Regina Coeli per le accuse di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.