Omicidio di Roberto Guerrino, la pista delle chat di incontri

Analizzati smartphone e applicazioni utilizzate dall’interprete trovato morto nel suo appartamento. Gli inquirenti cercano di ricostruire un possibile appuntamento fissato venerdì sera.

Milano – Le indagini sull’omicidio di Roberto Pietro Guerrino, il traduttore e interprete internazionale trovato senza vita nel suo appartamento di via Nino Oxilia, si concentrano sempre di più sulla sua sfera personale e, in particolare, sui contatti avuti nelle ore precedenti al delitto. Tra gli elementi al vaglio dei carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal pubblico ministero Carlo Scalas, ci sono infatti le chat e le eventuali app di incontri utilizzate dalla vittima.

L’ipotesi investigativa è che il 60enne possa aver fissato un appuntamento nella serata di venerdì, l’ultima in cui sarebbe stato visto in vita. Alcuni testimoni lo avrebbero notato all’esterno di un negozio della zona, mentre gli ultimi contatti telefonici risalirebbero proprio a quelle ore. Da qui la decisione degli investigatori di acquisire e analizzare i dispositivi elettronici della vittima, nel tentativo di individuare conversazioni, appuntamenti o contatti recenti che possano portare all’identificazione dell’assassino.

Un dettaglio che rafforza questa pista è il modo in cui è stato trovato il corpo. Guerrino era riverso nel soggiorno, seminudo, e l’appartamento non presentava particolari segni di effrazione o di messa a soqquadro. Circostanze che, almeno in questa fase, sembrano allontanare l’ipotesi di una rapina finita male e fanno ritenere agli investigatori che la vittima potesse conoscere chi è entrato in casa.

Le verifiche riguardano quindi non solo le applicazioni di incontri, ma anche i messaggi presenti sui principali servizi di messaggistica e le chiamate effettuate nelle ultime 24 ore di vita dell’interprete. Gli specialisti dell’Arma stanno inoltre incrociando i dati digitali con le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e con le testimonianze raccolte nel quartiere Nolo, per ricostruire gli spostamenti della vittima e individuare eventuali persone che possano aver raggiunto l’abitazione.

Resta ancora da chiarire anche la dinamica dell’aggressione. Roberto Guerrino è stato colpito più volte alla testa con un oggetto contundente, che potrebbe essere stato recuperato direttamente all’interno dell’appartamento e che, al momento, non sarebbe stato ancora individuato. L’autopsia, già disposta dalla Procura, servirà a definire con maggiore precisione l’orario del decesso e le modalità dell’omicidio, offrendo ulteriori elementi utili per indirizzare le indagini.

Al momento nessuna pista viene esclusa, ma il lavoro degli investigatori si concentra soprattutto sull’analisi della vita relazionale e digitale della vittima, nella convinzione che proprio tra messaggi, contatti e appuntamenti fissati online possa nascondersi la chiave per risolvere il giallo.