Musumeci: “I magistrati sono killer politicizzati”. Bufera sul ministro della Protezione civile

L’ex governatore siciliano attacca toghe e giornalisti all’Etna Forum. L’Anm insorge: “Parole gravi e offensive, tentativo di delegittimazione”.

Catania – È scoppiata una nuova polemica istituzionale dopo le dichiarazioni del ministro della Protezione civile Nello Musumeci, pronunciate durante l’Etna Forum a Ragalna, in provincia di Catania. L’ex presidente della Regione Sicilia ha lanciato un attacco frontale alla magistratura italiana, definendola “politicizzata” e accusando i magistrati di comportarsi come “killer”.

“La magistratura è politicizzata, è sotto gli occhi di tutti”, ha affermato Musumeci davanti alla platea dell’evento catanese. “E gran parte dei magistrati che ha fatto carriera in Italia proviene dalle file della sinistra, alcuni erano anche dirigenti delle organizzazioni giovanili.” Parole che hanno immediatamente scatenato la reazione del mondo giudiziario e dell’opposizione.

Il ministro non si è fermato alla denuncia di presunta politicizzazione ma ha utilizzato termini ancora più duri per descrivere il ruolo dei magistrati: “Il magistrato ha il compito di fare il ‘killer’, la stampa ha il compito di darne notizia”. Un’affermazione che ha provocato immediate proteste, considerata un tentativo di delegittimazione delle istituzioni giudiziarie.

Musumeci ha poi portato esempi concreti per sostenere la sua tesi: “Ci sono decine di casi di uomini e donne della politica, incriminati e sbattuti in prima pagina come mostri, accusati di chissà quante infamie, e dopo anni prosciolti in istruttoria o assolti perché il fatto non sussiste ma intanto la carriera politica è stata distrutta per sempre.”

La replica durissima dell’Anm

La risposta dell’Associazione Nazionale Magistrati non si è fatta attendere. In una nota dai toni molto duri, il sindacato delle toghe ha definito le dichiarazioni del ministro “gravi e offensive”: “Definire i magistrati ‘killer’ non è solo un insulto gratuito ma un tentativo di delegittimare chi ogni giorno applica la legge nell’interesse dei cittadini.”

La replica dell’Anm

L’Anm ha ribattuto punto per punto alle accuse di Musumeci: “Chi ricopre incarichi di governo dovrebbe misurare le parole, invece di alimentare sospetti e propaganda contro chi ha il solo compito – costituzionale – di rendere giustizia.” Il sindacato ha poi sottolineato ironicamente che “i killer sono quelli che la magistratura italiana, in collaborazione con le forze dell’ordine, assicura alla giustizia rendendo l’Italia il Paese con il tasso di omicidi più basso dell’Unione europea.”

Anche i giornalisti nel mirino

Il ministro non ha risparmiato critiche nemmeno al mondo dell’informazione, accusando “una certa stampa” di fare “uso spregiudicato” degli atti giudiziari. “Quando si pubblicano atti riservati da parte della magistratura, mi chiedo chi trasmetta dal palazzo di giustizia alla redazione del giornale quel documento privato?”, si è chiesto Musumeci, suggerendo l’esistenza di un sistema di comunicazione privilegiato tra magistrati e giornalisti.

L’attacco alla stampa si è concentrato sulla gestione delle notizie giudiziarie: “L’uso spregiudicato che ne fa la stampa non ha bisogno di commenti”, ha concluso il ministro, puntando il dito contro quella che considera una distorsione del diritto di cronaca.

Dopo gli attacchi diretti, Musumeci ha tentato di chiudere il suo intervento con un auspicio conciliante: “Spero che magistratura e politica ritrovino equilibrio”. Un rammendo in calcio d’angolo che però non è bastato a smorzare le polemiche scatenate dalle sue affermazioni.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
Stampa