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Mostra “Quasi per gioco”: dal Pop al concettualismo ironico

Fino al 10 luglio presso il Palazzo Comunale di Fortunago (Pv) si potrà visitare la mostra Quasi per gioco che vede protagonisti 5 artisti dal respiro internazionale, ciascuno dei quali espone 5 opere.

Pavia – Fortunago in Arte, l’associazione che dal 1996 promuove l’arte in ogni sua forma nel famoso borgo oltrepadano in provincia di Pavia situato sulle colline che dividono le valli della Coppa e dell’Ardivestra, presenta fino al 10 luglio 2023 nelle sale del Palazzo Comunale di Fortunago la collettiva “Quasi per gioco” con le opere di cinque artisti contemporanei italiani dal respiro internazionale: Corrado Bonomi, Dario Brevi, Gianni Cella, Stefano Pizzi e Aldo Spoldi. La mostra, a cura di Pino Jelo, presenta 25 opere, cinque per ogni artista, realizzate con diverse tecniche e diversi materiali come legno, plastica, vetroresina, forex, tessuto e ceramica.  

Il titolo della mostra si specchia nella stessa poetica dei 5 autori chiamati ad esporre, e l’avverbio “quasi” fa capire che il gioco sottende dell’altro, lasciano al visitatore la piena libertà di cogliere il significato di ogni singola opera d’arte.

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Amata terra mia, di Dario Brevi.

Sottolinea Pino Jelo, curatore della mostra: 

“Nei lavori degli artisti che espongono è presente l’eredità di quella grande stagione delle avanguardie storiche e in particolare della straordinaria esperienza dadaista che di fatto apre a tutta la libertà espressiva che anima il Novecento. In questa mostra si coglie l’importante novità, introdotta da Duchamp, che un’opera d’arte può donare all’osservatore un godimento estetico, non solo grazie alla percezione visiva delle sue fattezze, ma anche quando essa è un banale oggetto d’uso quotidiano, che grazie a piccoli interventi o al titolo stesso, può portare a uno spostamento di senso tale da meravigliare e suggestionare il pensiero dell’osservatore, pensiero che diventa la sede del piacere estetico.”

Anche la semplificazione delle forme della realtà nel simbolismo pop, che riduce la rappresentazione complessa a sintesi formali dal linguaggio fortemente comunicativo, stimola suggestioni e pensieri più sofisticati, nella apparente semplicità dell’immaginario popolare.

Il sottotitolo della mostra inoltre, che precisa gli aspetti di una ricerca artistica tra ironia e leggerezza, completa il pensiero comunicativo, ponendo nell’ironia e nella leggerezza gli strumenti fondamentali per una rilettura del mondo: non è il disincanto verso la possibilità di incidere positivamente sulla storia, bensì il bisogno di libertà dell’individuo rispetto alla storia, il suggerimento di una nuova possibilità di libera espressione dell’artista e dell’uomo.

Le opere esposte hanno tutte una forte accezione semiotica e sono l’espressione di quella nuova frontiera dell’arte che si esprime attraverso la grafica, il fumetto, il design, senza per questo essere meno incisiva e profonda dell’arte tradizionalmente considerata “colta”.

Pinocchio, di Gianni Cella.

Tutti e cinque gli artisti scelti per la mostra sono “battitori liberi”, capaci di uno sguardo ampio sul mondo, di raccontare nuove storie, che credono profondamente nella forza insita nell’opera d’arte di comunicare a 360 gradi, abbattendo muri e conformismi, e che vivono l’arte come mezzo privilegiato per ipotizzare un nuovo corso della storia e della società.

Banca di Oklahoma, di Aldo Spoldi.
  • Corrado Bonomi, nato a Novara nel 1956, è tra gli esponenti più importanti del concettualismo ironico italiano, un movimento che si ispira alla patafisica e al dada per creare opere che mettono in discussione il sistema dell’arte e della società con umorismo e provocazione.
  • Gianni Cella è nato a Pavia nel 1953. Ha studiato presso il Liceo Artistico di Brera e ha proseguito i propri studi in Accademia. Si dedica da subito alla pittura, alla scultura e al disegno. Nel 1990 partecipa con il gruppo Plumcake (Cella, Pallotta, Ragni) ad Aperto 90, Corderie dell’Arsenale, XLIV Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia.
  • Dario Brevi è nato a Limbiate nel 1955. Si diploma al Liceo Artistico di Brera nel 1973 e si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Brevi diventa uno dei protagonisti della scena artistica degli anni Ottanta, entrando a far parte del Nuovo Futurismo.
  • Stefano Pizzi è nato a Pavia nel 1955. Studia all’Accademia di Brera, dove è stato Vicedirettore e titolare di Cattedra di Pittura. Attualmente è responsabile delle Relazioni Esterne e della Comunicazione e membro del Consiglio di Amministrazione all’Accademia di Belle Arti di Brera. Di rilievo la sua ricerca pittorica segnata da raffinate declinazioni pop.
  • Aldo Spoldi è nato a Crema nel 1950, dove vive e lavora. Studia al liceo artistico Beato Angelico e all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Artista ironico, ludico, teatrale è pittore, scultore, musicista, scrittore, docente all’Accademia di Brera e membro della Società di Patafisica.
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