Milleproroghe approvato alla Camera

Via libera con 154 sì e 64 no. Ora passa al Senato che deve approvare entro il 1° marzo. Bocciata la riapertura della rottamazione quater.

Roma – La Camera ha dato il primo via libera al decreto Milleproroghe 2026 con 154 voti favorevoli e 64 contrari. Il testo passa ora al Senato che dovrà approvarlo in tempi strettissimi: la scadenza è fissata al primo marzo per evitare che il decreto decada. Dentro ci sono misure che riguardano medici, multe stradali, bonus lavoro, gestione migranti e assicurazioni contro le calamità naturali.

La parte più consistente riguarda il personale sanitario. Viene rinnovato fino al 31 dicembre 2026 lo scudo penale per i medici, misura che limita la loro responsabilità legale in caso di errori commessi durante l’esercizio della professione. Medici e infermieri saranno punibili per omicidio colposo e lesioni personali colpose solo nei casi di colpa grave, e comunque quando il fatto sia avvenuto in condizioni di grave carenza di personale.

La norma nasce per proteggere chi lavora in situazioni di emergenza dove le decisioni devono essere prese rapidamente e con risorse limitate. L’idea è evitare che il personale sanitario viva nel terrore di denunce ogni volta che deve scegliere in condizioni difficili. Resta ovviamente esclusa la colpa grave: chi sbaglia per negligenza grave risponde comunque penalmente.

Confermata anche la possibilità per i medici ospedalieri di rimanere in servizio fino a 72 anni su base volontaria. Le aziende sanitarie locali potranno assumere medici già andati in pensione entro questo limite di età. Esclusi però gli incarichi dirigenziali: si parla solo dell’attività operativa diretta con i pazienti. Una misura pensata per tamponare la carenza di personale che affligge molte strutture sanitarie, soprattutto in alcune regioni.

Diventa permanente la ricetta medica elettronica dematerializzata, quella che non richiede più il foglio di carta ma viene registrata digitalmente e può essere utilizzata direttamente in farmacia con il codice fiscale del paziente.

Le multe stradali non aumenteranno nel 2026. Per legge gli importi dovrebbero essere rivalutati ogni due anni per tenerli al passo con l’inflazione, ma già nelle scorse leggi di bilancio il governo era intervenuto per bloccare questi incrementi. Anche quest’anno quindi le somme da pagare in caso di infrazioni al codice della strada restano invariate rispetto al 2025.

Vengono confermati i bonus per le assunzioni di giovani e donne, ma con modifiche. Il bonus giovani vale solo fino al 30 aprile 2026. Per le donne residenti nel Mezzogiorno il bonus assunzioni resta identico rispetto all’anno scorso.

Sul fronte immigrazione, fino alla fine del 2026 sarà possibile realizzare nuovi hotspot e centri di prima accoglienza derogando a molte norme di legge ordinarie, escluse quelle penali, antimafia ed europee. Una norma che accelera le procedure burocratiche per la costruzione di strutture di accoglienza in situazioni di emergenza.

Rinnovata la protezione sanitaria per i rifugiati ucraini presenti in Italia: 54 milioni di euro per due anni copriranno i costi delle misure assistenziali necessarie. Una proroga che conferma l’impegno verso chi è fuggito dalla guerra.

Scoppia la polemica su Radio Radicale: il contributo pubblico riconosciuto ogni anno per tenere aperta l’emittente che trasmette integralmente i lavori parlamentari è stato dimezzato. La radio rischia di non riuscire a coprire i costi di esercizio con questa riduzione, sollevando il problema di chi garantirà in futuro la cronaca integrale di Camera e Senato.

Diverse proposte non sono passate. La Lega ha visto respingere la proposta di riaprire la rottamazione quater già in commissione. Avrebbe permesso a chi non aveva pagato le rate della rottamazione di rientrare nell’agevolazione godendo di nuovo di tutti i benefici. La maggioranza ha votato contro l’emendamento del Carroccio.

Il testo passa ora al Senato dove i tempi sono strettissimi. Entro il primo marzo deve arrivare l’approvazione definitiva altrimenti il decreto decade e tutte le misure contenute perdono efficacia. Una corsa contro il tempo che costringerà Palazzo Madama a lavorare velocemente per evitare che un provvedimento con centinaia di proroghe cada nel vuoto.