Madre e figlio trovati senza vita in casa: il dramma dei due che vivevano soli

Teresa e Marco morti nella stessa stanza: lui allettato da tempo, lei con gravi problemi a camminare. L’ipotesi: un doppio malore, uno dopo l’altro.

Cagliari C’è un silenzio che pesa più di ogni parola, quello di una casa dove per giorni nessuno ha più risposto al telefono. È in quel silenzio che si è consumata una tragedia straziante a Maracalagonis, piccolo centro alle porte di Cagliari, dove madre e figlio sono stati trovati morti nella loro abitazione di via San Giovanni. Si chiamavano Teresa Vacca, 86 anni, e Marco Durzu, 59: vivevano soli, l’uno accanto all’altra, e insieme se ne sono andati, forse a poche ore di distanza.

A dare l’allarme, nella tarda mattinata di mercoledì, è stato un parente – un cugino, secondo la ricostruzione – che come ogni giorno aveva provato a mettersi in contatto con i due congiunti senza mai ottenere risposta. Ad allarmarsi anche una persona che si occupava dell’assistenza a mamma e figlio. Quando la porta si è aperta, davanti ai carabinieri della compagnia di Quartu Sant’Elena e ai sanitari del 118 si è presentata una scena drammatica: l’uomo nel suo letto, la madre riversa a terra in una stanza.

Marco era malato e allettato da tempo, costretto in casa. Teresa, la madre, aveva gravi problemi di deambulazione e a fatica riusciva a muoversi tra quelle mura. Un equilibrio fragile, tenuto in piedi ogni giorno con amore e sacrificio, che in una notte si è spezzato per sempre.

Sulla dinamica gli inquirenti lavorano a un’ipotesi terribile nella sua semplicità: un doppio malore. Secondo una prima ricostruzione sarebbe stato il figlio a morire per primo, sopraffatto da un malessere improvviso senza riuscire a chiedere aiuto; la madre, trovandolo privo di vita, si sarebbe sentita male a sua volta. Un’altra ricostruzione ribalta l’ordine: sarebbe stata Teresa a cadere la sera prima, mentre portava qualcosa da mangiare al figlio, morendo davanti ai suoi occhi; e Marco, impossibilitato a soccorrerla, se ne sarebbe andato sopraffatto dal dolore. In entrambi i casi, un finale che stringe il cuore.

Ciò che al momento appare certo è che nella casa non ci sono segni di violenza: nessuna traccia di sangue, nessuna arma, nessun segno di effrazione o scasso. Per questo l’ipotesi più accreditata resta quella della morte naturale, con l’infarto tra le cause più probabili. Sul posto sono arrivati anche il medico legale Roberto Demontis e il pm Caria della Procura di Cagliari.

Le due salme sono state trasferite all’Istituto di medicina legale del Brotzu, dove sono state disposte le autopsie per chiarire cosa sia davvero accaduto tra quelle stanze. Ma al di là di ogni referto, resta l’immagine di due vite legate fino all’ultimo respiro, sole in una casa che oggi custodisce soltanto il loro addio.