LAV e Fondazione Franz Weber denunciano episodi di maltrattamenti degli animali usati negli spettacoli e lo sversamento illecito di rifiuti.
Varese – Nuove accuse sul trattamento degli animali nei circhi arrivano dalla Lega Anti Vivisezione (LAV) e dalla Fondazione Franz Weber, che hanno diffuso immagini e video realizzati durante un’attività di monitoraggio condotta in diversi circhi italiani. Secondo le due organizzazioni, le registrazioni documenterebbero condizioni di detenzione non compatibili con le esigenze etologiche degli animali, presunti maltrattamenti durante le operazioni di movimentazione e criticità nella gestione dei rifiuti.
Tra le strutture monitorate figura il circo Kino, allestito a Vergiate, in provincia di Varese. Le associazioni sostengono di aver documentato per diversi giorni il comportamento degli animali sia all’esterno sia durante gli spettacoli. Secondo quanto riferito da LAV e Fondazione Franz Weber, i filmati mostrerebbero movimenti stereotipati riconducibili a situazioni di stress, modalità di conduzione ritenute non adeguate e numeri circensi considerati “umilianti e contrari alla natura degli animali“.

Tra gli episodi segnalati vi sarebbe anche la caduta di un cammello durante una fase di spostamento. Le associazioni sostengono inoltre di aver documentato animali apparentemente in condizioni di denutrizione, dromedari trascinati per la coda durante le operazioni di pulizia, un ippopotamo privo della vasca d’acqua che rappresenterebbe un arricchimento ambientale fondamentale per la specie e animali costretti a sostare sull’asfalto o su superfici ricoperte da un sottile strato di paglia.

Un ulteriore aspetto riguarda la gestione dei rifiuti. Secondo LAV, le immagini mostrerebbero lo smaltimento di letame e altri scarti in un’area boschiva. In un audio registrato durante il monitoraggio si sentirebbe un operatore affermare che il materiale può essere lasciato sul posto perché “si scioglie” e favorirebbe la crescita dell’erba. Le associazioni ritengono che tali modalità meritino verifiche da parte delle autorità competenti.

“Vedendo queste immagini viene da chiedersi se gli amministratori locali che continuano a permettere ai circhi di attendare nelle loro città vogliano davvero garantire al territorio un trattamento simile”, ha dichiarato il presidente della LAV, Gianluca Felicetti, chiedendo maggiori controlli anche sotto il profilo ambientale.
Secondo le due organizzazioni, quanto documentato in Lombardia non rappresenterebbe un episodio isolato. LAV e Fondazione Franz Weber affermano infatti di aver monitorato i 19 circhi con animali attualmente attivi in Italia, seguendone le tournée in nove regioni nell’ambito di un progetto definito “Il sistema circhi”.
L’iniziativa nasce, spiegano le associazioni, dopo aver ricevuto in forma anonima il materiale realizzato da una persona infiltrata per circa quattro mesi nel Circo Medini, tra gennaio e maggio 2026. Da quell’esperienza sarebbe maturata la decisione di estendere il monitoraggio ad altre realtà circensi presenti sul territorio nazionale. LAV ha annunciato di aver presentato una denuncia alle autorità competenti, affinché vengano svolti gli accertamenti ritenuti necessari sui fatti documentati.

LAV e Fondazione Franz Weber tornano inoltre a chiedere al governo di dare piena attuazione alla legge delega n. 106 del 2022, che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi attraverso uno specifico decreto attuativo. Secondo le due associazioni, il provvedimento è stato più volte rinviato e dovrebbe essere completato entro il 31 dicembre.
“Da anni chiediamo di mettere fine all’utilizzo degli animali nei circhi. Oltre cinquanta Paesi nel mondo hanno già adottato questa scelta e in Europa sono più di venti gli Stati che vietano l’impiego degli animali selvatici negli spettacoli circensi”, affermano le associazioni, che invitano il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il sottosegretario Gianmarco Mazzi Cannella a completare l’iter previsto dalla legge.