“È un’offesa al nostro Paese e alla ricerca scientifica”, tuona l’associazione animalista. L’esemplare era dotato di radiocollare.
Tirolo – “Il governo non può tacere sulla morte di Mirco, il lupo radiocollarato ucciso per volontà delle autorità austriache e per mano dei cacciatori locali. Abbiamo atteso una reazione da parte dell’Esecutivo. Ora chiediamo al Ministro degli Affari Esteri e al Ministro dell’Ambiente di compiere passi ufficiali e formali nei confronti dell’Austria”. Lo dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali dopo l’uccisione di Mirco, il giovane lupo radiocollarato avvenuta lo scorso 21 giugno nel distretto di Schwaz, in Tirolo, a seguito degli avvistamenti di alcuni esemplari nei pressi di centri abitati.
“L’ottusa e indiscriminata violenza dei fucili non ha soltanto stroncato del tutto ingiustificatamente la vita di un giovane lupo in dispersione”, prosegue Enpa. “Ha arrecato un gravissimo danno a un importante progetto scientifico e rappresenta anche un’offesa al nostro Paese”.
Mirco era infatti uno dei lupi monitorati nell’ambito di un progetto scientifico coordinato dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari e dall’Amministrazione provinciale di Belluno, impegnati nello studio del comportamento della specie attraverso radiocollari.
“La sua uccisione rappresenta un atto di gravità inaudita contro la biodiversità. Rivela come, troppo spesso, gli abbattimenti dei grandi carnivori seguano logiche esclusivamente politiche, lasciando all’angolo la scienza. Dimostra tutta la fallacia di questo modello di ‘gestione’, nel quale si spara a un lupo qualunque, scelto probabilmente a caso, al primo animale che entra nel mirino”.
Secondo i dati del monitoraggio, infatti, Mirco nei giorni degli avvistamenti si trovava in Italia e, una volta entrato in territorio austriaco, aveva continuato a muoversi esclusivamente in alta montagna, mantenendosi sempre lontano dagli insediamenti umani.
Per Enpa, l’uccisione rischia anche di compromettere un progetto di ricerca fondamentale per comprendere gli spostamenti, l’utilizzo dell’habitat e il comportamento dei lupi, conoscenze indispensabili anche per sviluppare efficaci modelli di convivenza tra uomo e grandi carnivori.
“L’indifferenza con cui le autorità austriache hanno deciso di uccidere un lupo perfettamente riconoscibile, perché dotato di radiocollare e del cui arrivo erano state preventivamente informate dagli stessi ricercatori italiani, rappresenta un’offesa agli istituti scientifici coinvolti nel progetto, oggi gravemente compromesso dall’uccisione di uno dei tre lupi monitorati, e all’Italia stessa”.
Per questo Enpa chiede al Ministro degli Affari Esteri di intervenire con urgenza presso le autorità austriache per chiedere conto di quanto accaduto. “L’Italia faccia rispettare il proprio lavoro scientifico, le proprie istituzioni e il proprio patrimonio naturale. Su una vicenda così grave non può esserci silenzio”.