Meter: “L’adescamento può iniziare da una semplice conversazione”

L’associazione invita famiglie e ragazzi a riconoscere i segnali, ascoltare senza giudicare e chiedere aiuto davanti a situazioni di disagio.

A Catania un uomo di 36 anni è stato arrestato con l’accusa di aver adescato un ragazzo di 13 anni, avvicinandolo con una conversazione sul calcio e convincendolo poi a salire in auto, fino a portarlo in una zona appartata. Secondo la Procura, pochi giorni dopo avrebbe tentato di avvicinare con modalità simili un altro minore, riuscito a fuggire e ad avvisare i genitori. L’uomo aveva inoltre precedenti specifici per reati sessuali ai danni di minori.

Meter dichiara: “La vicenda di Catania ci consegna un elemento che non possiamo sottovalutare: l’adescamento può cominciare da una conversazione apparentemente normale, da un interesse condiviso, da una parola che serve a conquistare la fiducia di un minore. È una dinamica che conosciamo bene: chi adescando cerca un minore non sempre si presenta con comportamenti immediatamente riconoscibili come pericolosi, ma può cercare di creare rapidamente una relazione di fiducia e approfittare della vulnerabilità del ragazzo.

È fondamentale che ragazzi e famiglie sappiano riconoscere questi segnali e che un minore trovi sempre un adulto disposto ad ascoltarlo senza giudicarlo. Quando un ragazzo racconta qualcosa che lo mette a disagio, non bisogna minimizzare né pensare che sia soltanto una situazione imbarazzante: bisogna ascoltare, approfondire e, quando necessario, chiedere aiuto.

Ecco perché l’attenzione alla tutela dei minori non può fermarsi neanche durante l’estate. Anche ad agosto continuiamo ad ascoltare bambini, adolescenti e famiglie, perché un abuso, un tentativo di adescamento o una richiesta di aiuto non aspettano la fine delle vacanze”.