Aeroporto Taranto-Grottaglie: il balletto delle competenze

La diatriba è fra Governo centrale e Regione Puglia. Il MIT non avrebbe il potere giuridico di imporre d’ufficio alcunchè in assenza di previa programmazione e deliberazione degli enti territoriali e del gestore della rete.

Taranto – Cerchiamo di chiarire, in maniera sintetica, la questione già abbastanza complicata che ha innescato un acceso dibattito fra politici e amministratori regionali e locali, oltre alle associazioni che si battono per i voli civili di linea passeggeri, per capire le reali competenze sull’aeroporto.

Partiamo anche dall’idea che nessuno di questi soggetti possa essere contrario ai voli civili di linea passeggeri e che tutti si operi in buona fede, affrontando la questione con dati, documenti e strumenti normativi, non con la propaganda.

Intanto la normativa relativa di riferimento da cui partire è a livello europeo, Regolamento (CE) n. 1008/2008 (Artt. 16, 17, 18), che disciplina le condizioni per l’imposizione degli OSP (Oneri di Servizio Pubblico) onde evitare distorsioni della concorrenza e aiuti di Stato illegittimi; a livello nazionale, Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Legge Finanziaria 2003, Art. 82), che ha inserito Taranto tra le aree ammesse a beneficiare delle disposizioni in materia di continuità territoriale; e a livello regionale, Competenze concorrenti in materia di trasporti e programmazione economica delle reti infrastrutturali regionali.

Da queste normative scaturisce l’inammissibilità di un intervento unilaterale del Governo nazionale.

Il Governo centrale e precisamente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – presieduto da Matteo Salvini, non possiede il potere giuridico di imporre d’ufficio alcunchè in assenza di una previa programmazione e deliberazione degli enti territoriali e del gestore della rete.

Aeroporto di Taranto Grottaglie

Un intervento unilaterale statale sarebbe quindi nullo per la violazione delle competenze regionali considerato che la programmazione dei servizi di trasporto locale e l’individuazione dei bacini di utenza spettano costituzionalmente alla Regione.

E anche per la violazione della governance della concessione visto che l’aeroporto di Taranto-Grottaglie è gestito in concessione totale quarantennale da Aeroporti di Puglia S.p.A. (AdP). Pertanto qualsiasi modifica dell’uso operativo dello scalo impatterebbe sul Contratto di Programma ENAC-AdP e sul relativo Piano di Rete economico-finanziario.

La Regione Puglia, dunque, deve operare per prima cosi da poter permettere poi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di intervenire portando a termine il processo. L’iter deve necessariamente seguire i seguenti passaggi sequenziali e inderogabili.

La Deliberazione della Giunta Regionale Puglia con l’approvazione formale dello studio di fattibilità e richiesta ufficiale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di attivazione della continuità territoriale, indicando le rotte target (es. Roma/Milano), le frequenze e le tariffe massime per i residenti.

A cui segue l’intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che convoca la Conferenza di Servizi Nazionale con la partecipazione di ENAC, Regione Puglia e AdP (Aeroporti di Puglia) per validare l’istanza e sancire la copertura finanziaria della compensazione (fondi statali ex L. 289/2002 e/o co-finanziamento regionale).

Infine il Ministro delle Infrastrutture dovrà apporre la firma al decreto di imposizione degli OSP, trasmesso poi alla Commissione Europea per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE). Decorso il termine europeo di due mesi (volto a verificare se qualche vettore intenda volare senza sussidi), ENAC pubblica la gara d’appalto europea per assegnare la rotta in esclusiva con compensazione finanziaria al vettore vincitore.

Aggiudicata la gara il concessionario AdP adegua i servizi di terra dell’aerostazione passeggeri (sicurezza, check-in, rampa) in parallelo con l’apertura delle vendite dei biglietti da parte della compagnia aerea. Ricordiamo che per minimizzare il rischio di “competizione” verso Brindisi è importante considerare l’estensione geografica del bacino d’utenza oltre i confini pugliesi.

Lo scalo di Grottaglie si posiziona come l’infrastruttura aeroportuale naturale di riferimento per due macro-aree limitrofe attualmente colpite da un profondo isolamento logistico: la Costa Ionica della Basilicata con i comuni di Policoro, Pisticci, Scanzano Jonico, Nova Siri, fino alla stessa città di Matera che scontano tempi di percorrenza stradali e ferroviari fortemente penalizzanti per raggiungere lo scalo di Bari-Palese, con tratte che superano spesso le 2 ore di auto o autobus e l’alto Ionio della Calabria con i comuni di Rocca Imperiale, Trebisacce, Sibari, Corigliano-Rossano che si trova in una “terra di nessuno” aeroportuale.

Lo scalo di Lamezia Terme è separato dall’Appennino e richiede tempi di guida proibitivi; l’aeroporto di Crotone offre un network estremamente limitato.

Da sinistra Nicola Russo, Dario Iaia e Alfredo Luigi Conti in conferenza stampa

Infine, cosa che è stata già fatta con successo, ricalcando l’iter già validato ed eseguito per l’aeroporto Gino Lisa di Foggia, per rendere l’impianto finanziario inattaccabile dalle normative europee sulla concorrenza, la Regione Puglia e il concessionario AdP devono procedere alla costituzione di un SIEG (Servizio di Interesse Economico Generale) per le attività di gestione passeggeri dell’aeroporto di Grottaglie.

Sull’ iter procedurale sin qui descritto, scaturente dalle normative sopra illustrate ben conosciute dalla Regione Puglia, avendole utilizzate per gli altri tre aeroporti pugliesi (Bari, Brindisi e Foggia), hanno dato il loro assenso l’avvocato Nicola Russo di Taras Futura, Alfredo Luigi Conti di Taranto Diritto di Volare e il deputato Dario Iaia di FdI, in una recente conferenza pubblica in Confcommercio Taranto.

Quest’ultimo ha anche precisato che con il deputato Giovanni Maiorano ha presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per conoscere lo stato delle iniziative finalizzate all’attivazione dei voli di linea passeggeri presso l’aeroporto di Taranto-Grottaglie per fare piena chiarezza sulle responsabilità dei soggetti coinvolti.

Mentre Nicola Russo si sarebbe fatto artefice di una diffida nei confronti del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro affinché la Regione esca dall’immobilismo e richieda formalmente al Ministero dei Trasporti l’indizione della Conferenza dei Servizi per attivare la continuità territoriale sullo scalo ionico, visto che la Regione Puglia, ha già deliberato sin dal 2017 (con la DGR n. 1681) l’apertura dello scalo ai voli commerciali di linea civili, confermando l’indirizzo con stanziamenti finanziari nel PR Puglia.