Il 24 settembre alla Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello” la presentazione del volume con i contributi di 42 autori.
Catania – Raccontare la mafia ai ragazzi senza semplificare la complessità della storia, trasformando la memoria in conoscenza e la conoscenza in consapevolezza. È l’obiettivo di Lotta alle mafie. Antologia di voci per raccontare la mafia ai ragazzi, il volume che sarà presentato giovedì 24 settembre alle 18 alla Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello”.
L’incontro, organizzato a Catania, vuole essere un momento di confronto sulla legalità, sulla memoria delle vittime e sulla responsabilità civile, con particolare attenzione al ruolo della scuola e dell’educazione nel contrasto alla cultura mafiosa.
Un libro corale
La nuova edizione dell’antologia raccoglie i contributi di 42 autori tra magistrati, familiari di vittime innocenti, testimoni, studiosi, docenti, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e della società civile.
Ne emerge un racconto plurale fatto di testimonianze, riflessioni e storie personali, con l’intento di presentare la mafia non come un fenomeno relegato al passato, ma come una realtà da conoscere nei suoi meccanismi, nei suoi linguaggi e nelle conseguenze che produce sulle persone e sulle comunità.
Al centro del progetto ci sono soprattutto i giovani e il mondo della scuola. L’educazione alla legalità, secondo gli organizzatori, non può limitarsi alla conoscenza di nomi, date e stragi, ma deve aiutare a riconoscere i comportamenti e i contesti che alimentano la cultura mafiosa: il silenzio, l’indifferenza, la paura e la sopraffazione.
Sei testimonianze
A dialogare con il pubblico saranno alcuni dei coautori del volume: Sebastiano Ardita, Antonio Ingroia, Luana Ilardo, Chiara Frazzetto, Simona Barberio e Giovanni La Perna. Sei esperienze differenti che contribuiranno a costruire un confronto sulle mafie e sull’antimafia, sulla memoria delle vittime e sull’impegno di chi continua a cercare verità e giustizia. A moderare l’incontro sarà Daniela Costanzo.
La scelta di presentare il libro in Sicilia assume inoltre un particolare significato per gli organizzatori. L’obiettivo è dare spazio non soltanto alla storia e alle ferite provocate dalla criminalità organizzata, ma anche alle tante persone che nei territori più colpiti hanno scelto di impegnarsi per la legalità.
La memoria come responsabilità
Il progetto parte da una convinzione: la lotta alle mafie non riguarda soltanto magistrati e forze dell’ordine, ma coinvolge ogni cittadino e passa anche dalle aule scolastiche, dai libri e dalle parole rivolte alle nuove generazioni.
Raccontare le storie di chi ha combattuto la mafia, di chi ne ha subito la violenza e di chi continua a cercare giustizia significa, secondo gli organizzatori, trasformare la legalità da concetto astratto a pratica quotidiana.
L’appuntamento del 24 settembre sarà quindi anche un confronto con scuola, famiglie, associazioni e cittadini, nel segno dell’idea che la memoria possa diventare uno strumento per costruire consapevolezza e responsabilità. L’evento è patrocinato dalla Fondazione Spazio Legalità e dall’Associazione Ragazzi Generazione Z, impegnate nella promozione della cultura della legalità e di percorsi rivolti alle giovani generazioni.

L’appuntamento è per giovedì 24 settembre alle 18, alla Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello”, già Chiesa San Michele Minore, in Piazza Manganelli.