Licenziati via WhatsApp dopo gli straordinari

Chiude azienda storica nel Bresciano: lavoratori a casa senza preavviso. Il sindacato: “Modalità inaccettabile”.

Brescia – Una giornata di lavoro ordinaria, otto ore in officina più gli straordinari, conclusa con la notifica di un messaggio sullo smartphone. È finita così, in modo brutale e impersonale, la storia lavorativa dei sette dipendenti delle Vetrerie Maccarinelli, storica realtà artigiana bresciana attiva dal 1991. La proprietà, con sede a Travagliato, ha deciso di chiudere i battenti comunicando il licenziamento collettivo via WhatsApp.

La decisione, come riporta Il Giornale di Brescia, è arrivata come un fulmine a ciel sereno per maestranze che, in alcuni casi, vantavano oltre 25 anni di anzianità nel servizio. Il sindacato Uiltec Brescia punta il dito contro l’incoerenza tra l’immagine aziendale e le azioni concrete della titolare, Francesca Maccarinelli. Solo pochi mesi fa, l’azienda sembrava proiettata verso il futuro.

Nel corso del 2025, ad esempio, era stato installato un moderno impianto fotovoltaico. Inoltre l’azienda si era fregiata della certificazione di sostenibilità sociale e di governance, un riconoscimento che imporrebbe standard elevati proprio nel trattamento del personale. I sindacati riferiscono che la proprietà aveva rassicurato i lavoratori parlando di un imminente “passaggio generazionale”.

La dinamica della chiusura appare kafkiana. Dopo aver concesso un giorno di ferie ai dipendenti per un presunto calo produttivo, la proprietà è sparita nel nulla. “Il lavoro non è una variabile da spegnere con un clic – attacca Andrea Cassago di Uiltec Brescia –. Parliamo di famiglie che hanno sostenuto questa vetreria per decenni e che oggi vengono liquidate con un messaggio, senza nemmeno il coraggio di essere guardate negli occhi”.

Mentre la titolare continua a non rispondere alle chiamate di rappresentanti e maestranze, il sindacato ha già annunciato l’apertura di un fronte legale. Non essendo stati attivati ammortizzatori sociali né avviate procedure di confronto preventivo, la modalità del licenziamento via chat potrebbe essere impugnata con forza nelle sedi competenti. L’obiettivo immediato è ottenere chiarezza sulle reali motivazioni della cessazione dell’attività e garantire la massima tutela economica e legale alle famiglie colpite.