Legge 104, novità in arrivo per chi assiste un familiare disabile

Cassazione, Consap e Aran hanno ridisegnato il perimetro delle tutele per i caregiver, tra accesso al credito, gestione dei turni e flessibilità dei permessi.

Chi assiste un familiare con disabilità, in base alla Legge 104 del 5 febbraio 1992, può contare oggi su un ventaglio di tutele più ampio rispetto a qualche mese fa, anche se il riconoscimento della gravità della disabilità continua a fare la differenza tra le diverse misure. È proprio su questo punto che si è espressa la Cassazione con l’ordinanza n. 20229 del 16 giugno 2026, confermando un orientamento già adottato nel 2023: il diritto a evitare i turni notturni per assistere un familiare non richiede necessariamente una disabilità grave, ma può valere anche con un semplice riconoscimento ai sensi della 104, purché esista un’effettiva relazione di cura e la persona assistita sia a carico di chi presta assistenza. Il solo status di invalido civile, ha precisato la Corte, non basta a far scattare la tutela.

Per la disabilità grave, invece, resta il requisito d’accesso a una delle novità più significative sul piano economico: dal 3 agosto 2026 le persone con disabilità grave, così come chi convive da almeno due anni con un fratello, una sorella o un figlio nella stessa condizione, sono entrate tra le categorie prioritarie del Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap. Lo strumento non eroga soldi a fondo perduto, ma facilita l’accesso al finanziamento coprendo il 50% della quota capitale del mutuo, quota che sale all’80% per chi ha un Isee fino a 40mila euro, su importi fino a 250mila euro; restano fuori gli immobili di lusso e chi possiede già un’altra casa. La richiesta va presentata direttamente in banca, con Isee, documentazione reddituale e compromesso d’acquisto: Consap indica circa 20 giorni lavorativi per ottenere la garanzia, dopo i quali il mutuo va perfezionato entro 90 giorni.

Cambia infine anche l’organizzazione quotidiana per chi lavora nella Pubblica amministrazione: una nuova interpretazione dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale, consente ai dipendenti delle Funzioni centrali di far coincidere, nello stesso giorno, i permessi di due caregiver che assistono la medesima persona, a patto che le fasce orarie non si sovrappongano, in modo che si tratti di turni distinti, come 8-11 e 14-17, o consecutivi, come 8-12 e 12-16. Il tetto resta di 18 ore mensili e la novità non si estende agli altri dipendenti pubblici né al settore privato, dove valgono ancora le regole precedenti.

A beneficiare di queste tutele possono essere sia la persona con disabilità sia chi se ne prende cura – coniugi, parti dell’unione civile, conviventi, parenti e affini entro il secondo grado, estendibili al terzo in determinati casi – e dal 2022 più familiari possono condividerne la gestione, essendo stata abolita la figura del referente unico, pur restando fermo il tetto di tre giorni di permesso mensili per assistito. Si aggiungono il congedo straordinario retribuito fino a due anni, la scelta prioritaria della sede di lavoro più vicina e il divieto di trasferimento senza consenso. Sul piano procedurale, intanto, prosegue la transizione verso il nuovo sistema di accertamento della 104 affidato all’Inps, la cui sperimentazione si è allargata a marzo 2026 ad altre 40 province, in vista dell’entrata a regime su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.