Il Fondo Consap ha alzato il tetto massimo di durata dei finanziamenti garantiti dallo Stato, cambiando i conti per chi vuole comprare casa senza sforare il budget familiare.
Chi si affaccia oggi al mercato immobiliare deve fare i conti con un vincolo preciso, imposto dagli istituti di credito per limitare il rischio di insolvenza: la rata di un mutuo a tasso fisso non può superare il 35% del reddito netto familiare, soglia che scende al 30% nel caso del tasso variabile. Un margine di sicurezza pensato per reggere anche eventuali rialzi dei tassi negli anni successivi alla firma, ma che di fatto restringe parecchio il capitale ottenibile per chi ha uno stipendio contenuto.
Proprio per allargare questo margine, da qualche mese la garanzia statale gestita dal Fondo Consap copre anche i piani di ammortamento fino a quaranta anni, superando il tetto dei trent’anni in vigore fino alla primavera. Distribuendo il debito su un periodo più lungo, la rata mensile si riduce a parità di somma richiesta, oppure consente di chiedere alla banca un capitale più alto restando dentro le soglie di sostenibilità imposte dagli istituti: per molte famiglie significa poter acquistare un appartamento con una stanza in più o in una zona altrimenti fuori portata.
Non è un vantaggio senza contropartite. Allungare così tanto la restituzione del prestito comporta un accumulo di interessi complessivamente molto più alto rispetto a un mutuo tradizionale e vincola chi firma a un debito che finisce per accompagnarlo per gran parte della vita lavorativa. La formula, peraltro, resta ancora poco diffusa tra le banche, che restano libere di valutare caso per caso.
All’agevolazione, estesa fino alla fine del 2027 con una copertura statale fino all’80% del valore dell’immobile, non si accede comunque in modo automatico. Possono richiederla gli under 36, le coppie under 35, i genitori single con figli minori, i nuclei numerosi in possesso di determinati requisiti Isee e le persone con disabilità grave, a condizione di non essere già proprietari di altre abitazioni in Italia o all’estero, salvo i casi di eredità. Anche rientrando in questi profili, però, è la singola banca a decidere se concedere il finanziamento, e spesso applica criteri più severi a chi supera certe soglie di reddito o chiede un prestito che copre quasi per intero il prezzo della casa.
Per orientarsi tra le proposte degli istituti conviene guardare oltre il tasso pubblicizzato. Molte banche offrono la delibera reddituale preventiva, che indica in anticipo la somma massima erogabile ancora prima di aver scelto l’immobile, e la possibilità di bloccare per alcuni mesi le condizioni concordate. Chi punta su una casa ad alta efficienza energetica, o abbina l’acquisto a lavori di riqualificazione, può inoltre ottenere sconti sul tasso finale e una riduzione delle spese di istruttoria.