Iva, aliquota e tasse

LE TASSE AUMENTANO, IVA STAZIONARIA

L’aliquota del 22% rimane congelata ma non per molto. C’è da giurarci.

Il blocco dell’aumento dell’Iva sembra essere un obiettivo comune per tutte le forze al governo. Anzi per qualcuna come Italia Viva, pare sia la stessa ragion d’essere del Conte bis.
In realtà il mantenimento dell’attuale aliquota (22%) non significherà che la pressione fiscale sui contribuenti rimarrà ai livelli del 2019. Infatti, l’aumento dell’Iva e delle accise è un effetto delle cosiddette “clausole di salvaguardia” e scatterà qualora non verranno raggiunti determinati obiettivi di bilancio, in particolare quelli sul livello di deficit imposti dai vincoli europei.
Quindi per non aumentare l’Iva occorrerà comunque trovare risorse che permettano di raggiungere gli obiettivi fissati. Il che significa un maggiore introito per il fisco pari a 23 miliardi di euro solo nel 2020.
Verrebbe da dire: a che cosa serve evitare l’aumento dell’Iva se poi si aumentano le altre tasse? Detta così non fa una piega, ma in realtà uno degli scopi del fisco, forse il più trascurato, è quello di indirizzare il comportamento della collettività. È una questione di scelte.

calcolo delle tasse

Aumentando l’Iva i cittadini reagirebbero limitando i consumi, contribuendo ancor di più alla stagnazione economica degli ultimi anni. Così il governo cerca di colpire quei settori dove è bene correggere delle cattive abitudini.
La cosiddetta “tassa sulle merendine”, dileggiata dai più, in realtà, si abbatterebbe sugli zuccheri aggiunti, non proprio salutari e che sicuramente andrebbero ridotti in una nazione dove l’obesità infantile è tra le più alte d’Europa.
Su questo filone si innesta anche la “tassa sulla fortuna” che andrebbe a colpire le lotterie e i giochi a premi, cercando di combattere il fenomeno dilagante della ludopatia.
In questo senso è verosimile che si verifichi anche questa volta il tradizionale ritocco al rialzo delle accise sui tabacchi, immancabile provvedimento di ogni manovra che si rispetti.

tassa sullo zucchero
tassa sullo zucchero

Certo l’aumento delle tasse in questi settori non significa una proporzionale mitigazione dei problemi che ne derivano. Anzi pare improbabile che un ludopatico smetta di giocare solo perché la puntata gli costerà qualche centesimo in più o che un bambino goloso non chieda ai genitori la merendina solo perché è rincarata. Come non si è mai registrato una diminuzione dei fumatori a seguito dell’aumento delle sigarette.
Di ben altro spessore appare la “plastic tax” che colpirebbe imballaggi e contenitori di plastica inquinanti per incentivare le abitudini ambientaliste. Si parla di un prelievo di un euro per ogni chilogrammo di plastica non riciclabile. Un tale balzello potrebbe indurre i produttori di imballaggi a convertirsi verso scelte più sostenibili.

plastic tax

Il governo, poi, punta molto sulla lotta all’evasione. Sarebbe allo studio, infatti, un meccanismo di premialità per chi usa pagamenti tracciabili e una rimodulazione del limite attuale di 3.000 euro per i pagamenti in contanti.
Insomma grazie a queste misure saremo salvi. A patto di non mangiare merendine, non fumare, non giocare al lotto e pagare anche il pane con la carta di credito.

tassa sulle merendine

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
Stampa