I due bimbi di 9 e 12 anni sono fuggiti tra il fumo e hanno chiamato il nonno. Per il padre non c’è stato nulla da fare.
Sassari – C’è un attimo, uno solo, in cui una domenica d’estate qualunque si trasforma in tragedia. È bastato quell’attimo, nel primo pomeriggio di sabato 4 luglio, per spezzare la vita di Giorgio Menna, operaio di appena 38 anni, e per lasciare due bambini orfani del loro papà. Le fiamme hanno divorato l’abitazione di via Giuseppe Dessì, nella frazione di Barrabisa, in una manciata di minuti, invadendo ogni stanza di fumo nero e denso. E in quella casa, insieme a lui, c’erano i suoi due figli.
Erano circa le 14 quando il fuoco ha cominciato a propagarsi. Nessuno sa ancora con certezza da dove sia partita la scintilla, ma gli investigatori non escludono l’ipotesi di un cortocircuito, forse il surriscaldamento di un dispositivo alimentato dalla corrente elettrica. Quel che è certo è la velocità impressionante con cui le fiamme hanno avvolto tutto, trasformando la villetta in una trappola.
I due figli dell’operaio, di 9 e 12 anni, sono riusciti a compiere l’unico gesto che li ha salvati: uscire da soli dall’abitazione ormai invasa dal fumo, correndo in strada in cerca di aiuto. Hanno chiamato il nonno, che si è precipitato sul posto e ha tentato l’impossibile per raggiungere il figlio. Ma il fuoco e il fumo avevano già reso l’accesso impossibile, sbarrando ogni via verso quella casa che stava bruciando.
Sul posto sono arrivate rapidamente due squadre dei vigili del fuoco, da Arzachena e Santa Teresa Gallura, che hanno domato le fiamme e messo in sicurezza lo stabile. Per il 38enne, però, la situazione era già critica. Estratto dall’appartamento, è stato affidato al personale del 118, che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione. Ogni sforzo si è rivelato vano: il decesso è stato constatato poco dopo. Tra le cause della morte gli inquirenti valutano anche l’inalazione di monossido di carbonio, che potrebbe averlo stordito, o una caduta nel disperato tentativo di raggiungere l’uscita.
I due bambini sono stati soccorsi immediatamente e trasportati all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia per gli accertamenti del caso. Le loro condizioni non destano particolare preoccupazione, ma i piccoli sono stati sottoposti a controlli per escludere conseguenze legate all’inalazione dei fumi.
Sul luogo del rogo sono intervenuti anche carabinieri e polizia, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica. La squadra scientifica ha avviato gli accertamenti nel tardo pomeriggio, mentre l’area veniva transennata per le verifiche tecniche sull’immobile. L’inchiesta è coordinata dal procuratore facente funzioni di Tempio, Alessandro Bosco, e dovrà chiarire due nodi: l’origine dell’incendio e le ragioni della sua fulminea propagazione.
Resta il dolore di una comunità gallurese sotto shock e l’immagine straziante di due bambini che, nel giorno più buio della loro vita, hanno trovato la forza di mettersi in salvo e di correre a cercare aiuto per il loro papà.