Nato in Siria, il bimbo di soli 5 mesi affetto da una grave malformazione cardiaca è stata salvato a Bologna grazie a una gara di solidarietà.
Bologna – Non ha ancora compiuto sei mesi, ma la storia del piccolo Suleman è già un concentrato di dolore, speranza e straordinaria solidarietà internazionale. Nato in Siria il 1° gennaio scorso con una gravissima malformazione cardiaca congenita – la Tetralogia di Fallot, una patologia che trasforma ogni singolo respiro in una lotta per la sopravvivenza –, il neonato non avrebbe avuto alcuna speranza di futuro nel suo Paese d’origine, dove le infrastrutture sanitarie sono da anni al collasso a causa del conflitto.
A cambiare un destino che sembrava già segnato è stata la macchina dei soccorsi e della generosità di Bologna, che ha accolto il piccolo, lo ha sottoposto a un delicatissimo intervento cardiochirurgico salvavita e lo sta accompagnando verso una vita normale.
Il viaggio di Suleman è iniziato lo scorso 1° giugno, proprio nel giorno del suo quinto mese di vita. Accompagnato dalla madre Rema, il bimbo ha affrontato un tragitto complesso: prima il trasferimento in automobile fino all’aeroporto di Beirut, in Libano, poi il volo verso Milano e infine l’arrivo al Policlinico Sant’Orsola di Bologna.
A rendere possibile il trasferimento e l’operazione è stata l’associazione Piccoli grandi cuori, che ha lanciato una vera e propria corsa contro il tempo per raccogliere i fondi necessari. In pochissimo tempo, ben 400 donatori hanno risposto all’appello dell’associazione, garantendo i 27mila euro necessari a coprire i costi dell’intervento chirurgico, della degenza e della logistica.
“Suleman è il simbolo di quello che una comunità può fare quando sceglie di non voltare lo sguardo“, ha commentato con orgoglio la presidente dell’associazione, Paola Montanari, a La Repubblica.
Appena una settimana dopo l’arrivo a Bologna, l’équipe medica del Sant’Orsola è intervenuta chirurgicamente per correggere la malformazione cardiaca. L’operazione è perfettamente riuscita e il decorso post-operatorio sta procedendo senza complicazioni. Attualmente, mamma e figlio sono ospitati gratuitamente all’interno del “Polo dei cuori”, la struttura protetta dell’associazione che ricrea un ambiente sereno e familiare per favorire il totale recupero dei piccoli pazienti.
“Finalmente Suleman è rinato e ha risolto la sua patologia”, annuncia con gioia il professor Tammam Hasan, cardiologo pediatra presso la struttura bolognese. “Sta effettuando tutti i controlli necessari nel post-operatorio e contiamo di rimandarlo in Siria con la mamma a metà luglio, dove potrà finalmente riabbracciare il papà e i suoi fratellini”.
Profonda la commozione della madre Rema, che ha voluto esprimere la propria gratitudine verso l’Italia.
“Vorrei ringraziare dal profondo del mio cuore tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo sogno e a salvare la vita di Suleman: i donatori, i medici e l’associazione. Spero davvero di non dimenticare nessuno, grazie a tutti”.