Il Senato ha approvato definitivamente il piano di aiuti per Sicilia, Sardegna e Calabria colpite dal ciclone Harry. Sospesi tasse e leasing fino al 30 aprile per gli immobili danneggiati.
Roma – Con il via libera definitivo del Senato, avvenuto mercoledì 22 aprile 2026, il cosiddetto decreto Niscemi (DL 25/2026) è diventato legge dello Stato. Il provvedimento mette in campo risorse urgenti per fronteggiare i danni devastanti causati dal ciclone Harry e dagli eventi meteorologici estremi che hanno flagellato il Sud Italia e le Isole a partire dal 18 gennaio scorso. L’Aula ha visto il voto contrario di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), mentre il resto delle opposizioni ha scelto la linea dell’astensione.
Lo stanziamento: 165 milioni nel biennio
Il pacchetto finanziario prevede una copertura complessiva di 165 milioni di euro per il biennio 2026-2027, così ripartiti:
- 90 milioni per l’anno in corso (2026).
- 25 milioni per il 2027.
- 50 milioni attinti dal fondo per la ricostruzione.
Questi fondi serviranno non solo al ripristino delle infrastrutture, ma anche alla messa in sicurezza di aree critiche, come quella di Niscemi (CL), dove una grave frana ha richiesto la nomina di un commissario straordinario e l’evacuazione di centinaia di famiglie.
Sospensione tributi e sostegno alle imprese
Per dare respiro a cittadini e attività economiche nei comuni colpite, la legge introduce una serie di tutele immediate:
- Stop alle tasse: sospesi i pagamenti di tasse e tributi dal 18 gennaio al 30 aprile 2026 per chi ha subito danni agli immobili.
- Rottamazione quinquies: le scadenze sono state prorogate di tre mesi.
- Leasing e mutui: bloccati i canoni di leasing per gli edifici distrutti o inagibili (anche parzialmente).
- Aiuti all’export: previsti indennizzi fino a 130 milioni di euro per le imprese esportatrici di Sicilia, Sardegna e Calabria danneggiate dall’emergenza.
Lavoro e Protezione Civile
Sul fronte dell’occupazione, l’INPS erogherà un’integrazione al reddito per i dipendenti del settore privato (incluso l’agricolo) impossibilitati a lavorare e un’indennità una tantum per i lavoratori autonomi. Per velocizzare la gestione burocratica delle pratiche di ricostruzione, il decreto autorizza inoltre assunzioni a tempo determinato nelle amministrazioni regionali e nelle strutture della Protezione Civile.