Antonio ed Emilia erano sposati da 54 anni: l’anniversario cadeva il giorno prima del ritrovamento, avvenuto due settimane dopo il decesso.
Milano – Ci sono silenzi che pesano più di un grido, e odori che raccontano una tragedia prima ancora delle parole. Per giorni, nel palazzo di via Monte San Michele 163 a Sesto San Giovanni, a due passi dalla fermata rossa del metrò di Sesto Marelli, l’aria si era fatta irrespirabile. Poi quel bassotto che non voleva saperne di smettere di abbaiare, giorno e notte. È stato quel lamento ostinato, insieme al tanfo che correva su per quattro piani di scale fino a sfondare in strada, a far scattare l’allarme. Dietro la porta chiusa al penultimo piano, nessuna risposta.
Quando i carabinieri della compagnia di Sesto e i vigili del fuoco, chiamati dall’amministratore dello stabile, sono riusciti a entrare, si sono trovati davanti a una scena straziante. Nell’appartamento giacevano senza vita Antonio Bettiol, 81 anni, ed Emilia Colognoli, 76 anni, marito e moglie. I due corpi erano ormai in avanzato stato di decomposizione: erano lì, secondo i primi accertamenti, da almeno due settimane.
A rendere ancora più crudele questa storia è una data. Antonio ed Emilia erano sposati da 54 anni, e proprio mercoledì 29 luglio, il giorno prima del ritrovamento, avrebbero festeggiato il loro anniversario di nozze. Un traguardo che la coppia non ha potuto celebrare.
Erano due volti conosciuti nel quartiere. Lui, ex camionista, ogni mattina da 28 anni faceva tappa al bar sotto casa: prendeva il caffè e raccontava le sue storie di lavoro sulle strade. “Una bravissima persona”, ricordano i vicini, anche se nell’ultimo anno “aveva perso qualche colpo”.
Lei, che negli ultimi tempi camminava a fatica per i problemi alle gambe, faceva la spesa al minimarket dall’altra parte della strada. Una vita semplice, fatta anche di viaggi al lago d’estate a bordo di un vecchio pickup camperizzato, vacanze che l’età aveva ormai messo in soffitta.
Senza figli e con una sola parente lontana, Antonio ed Emilia si erano progressivamente isolati. Nessuno si era accorto in tempo della loro assenza: lo zerbino rimasto arrotolato sul pianerottolo, il caffè non più consumato al bancone, la spesa non più ritirata. Piccoli segnali di una solitudine che si è consumata nel silenzio.
Sul posto è intervenuta anche la Sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri per i rilievi. La Procura di Monza, che coordina le indagini, ha disposto l’autopsia su entrambi. Al momento non sono stati rilevati segni evidenti di violenza e si propende per il decesso per cause naturali, ma gli accertamenti dovranno chiarire quando i due siano morti e chi, tra i coniugi, se ne sia andato per primo.