I conti in rosso di Milano-Cortina: buco da 290 milioni di euro

L’analisi dei costi operativi della Fondazione presieduta da Giovanni Malagò rivela uscite significative che hanno contribuito a spingere i conti verso il segno meno.

Milano – La macchina organizzativa dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026 deve fare i conti con una voragine finanziaria. Secondo quanto emerso dall’ultimo Cda della Fondazione dello scorso 9 aprile e riportato da Il Fatto Quotidiano, il bilancio preventivo segna una perdita stimata di ben 290 milioni di euro, nonostante i massicci interventi statali.

Il budget iniziale, fissato a 1,3 miliardi di euro, è lievitato progressivamente fino a toccare quota 1,7 miliardi, con un contributo governativo che ha già superato il mezzo miliardo di euro. Cifre che, tuttavia, non sembrano bastare a coprire i costi di una gestione che nelle ultime settimane è finita al centro del dibattito per alcune voci di spesa considerate eccessive.

Le spese nel mirino: 37 milioni per le divise

L’analisi dei costi operativi della Fondazione presieduta da Giovanni Malagò rivela uscite significative che hanno contribuito a spingere i conti verso il segno meno:

  • Abbigliamento e arredi: sono stati stanziati 37 milioni di euro per le divise e 5 milioni per gli arredi.
  • Viaggio della fiaccola: il percorso della torcia olimpica è costato circa 13 milioni di euro.
  • Debiti interni: il Coni e il Comitato Paralimpico vantano pendenze milionarie non ancora saldate dalla Fondazione.

Il mutato scenario economico internazionale, tra crisi energetica e rincari generalizzati, ha reso impossibile per il Governo mantenere la promessa iniziale di farsi carico dei debiti verso il Coni, lasciando l’organizzazione in una situazione di stallo contabile.

Il rischio per gli enti locali

Se il “buco” di bilancio dovesse essere confermato ufficialmente, il debito potrebbe essere ripartito tra i membri che compongono la Fondazione, ossia Regione Lombardia, Veneto, i comuni di Milano e Cortina e le province autonome.

  • Provincia di Trento: il rischio stimato è di un esborso di circa 20 milioni di euro.
  • Provincia di Bolzano: la quota di ripianamento potrebbe aggirarsi sui 5 milioni di euro.

Al momento, la Fondazione e le amministrazioni coinvolte hanno scelto la linea del silenzio, non rilasciando dichiarazioni ufficiali. Resta l’incognita su come verranno reperite le risorse mancanti per chiudere il bilancio senza gravare ulteriormente sulle casse pubbliche dei territori ospitanti.