I cibi pronti rendono più aggressivi i bimbi

Sono prodotti industriali che subiscono molteplici lavorazioni e contengono additivi, aromi e coloranti. Alimenti creati con sostanze derivate da altro cibo.

Il cibo ultra-processato alimenta l’aggressività dei bambini. Che tale alimento nuocesse alla salute lo si sapeva da tempo. I suoi effetti deleteri si manifestano anche sui giovanissimi. Com’è noto si tratta di un prodotto industriale che subisce molteplici lavorazioni e contiene additivi, aromi e coloranti. Si tratta di alimenti creati con sostanze derivate da altro cibo, lontani dalla loro forma naturale, spesso ricchi di zuccheri e grassi, con una lista ingredienti molto lunga. 

Riguarda, infatti, merendine e biscotti confezionati, bevande gassate zuccherate, piatti pronti surgelati, snack confezionati, carne trasformata. Come si vede tutti viveri che sono presenti, in un modo o nell’altro, sulle nostre tavole. Ad esempio in Canada rappresentano quasi la metà dell’apporto energetico dei bambini che vanno all’asilo. Uno studio effettuato dall’Università di Toronto ha dimostrato lo stretto legame tra il cibo ultra-processato ed i bambini di 3 anni e la loro condotta a 5 anni.

Sono stati oggetto di studio più di 2 mila bambini soggetti ad un regime dietetico ultra-processato. Ebbene dopo 2 anni hanno manifestato ansia, iperattività o aggressività. Mentre una dieta rimpiazzata da cibo a basso impatto di trasformazione ha prodotto un miglior controllo delle emozioni. Per misurare il mutamento dell’agire comportamentale è stata utilizzata “Child Behavior Checklist” (CBCL), uno strumento di valutazione comportamentale utilizzato per valutare i problemi comportamentali e emotivi nei bambini e nei ragazzi tra i 6 e i 18 anni.

La CBCL è composta da una serie di domande che valutano il comportamento del bambino in diverse aree, tra cui l’aggressività, l’ansia, la depressione, l’iperattività, la socializzazione e il problem-solving.

E’ composta da tre componenti principali: 1) Il questionario principale, che valuta i problemi comportamentali del bambino in diverse aree. 2) La scala di valutazione delle competenze adattive (Adaptive Functioning Scale), che valuta le abilità del bambino nelle attività quotidiane, come la gestione del denaro e la preparazione del cibo. 3) La scala di valutazione dei problemi scolastici (School Problem Scale), che valuta i problemi comportamentali del bambino a scuola, come la difficoltà di concentrazione e la mancanza di interesse per l’apprendimento.

Non è meglio nutrirsi di cibi genuini?

I risultati della CBCL vengono valutati in base ai punteggi T, che indicano la deviazione standard rispetto alla media di riferimento. Un punteggio T sopra 70 indica la presenza di un problema significativo nella relativa area valutata. Alcuni cibi hanno mostrato di avere un impatto negativo maggiore sul comportamento emotivo sui bambini.

I cavalieri del flagello sono: bevande zuccherate e dolcificate artificialmente, nonché quelli pronti da mangiare. Si è constatato, infine, che un minimo cambiamento della dieta con verdura, frutta e varie vivande integrali, ha dato risultati positivi con punteggi in rapido calo. Secondo i ricercatori è importante che anche i genitori siano educati ad un regime dietetico più sano, in quanto una buona alimentazione, sebbene più costosa all’inizio, determina effetti positivi nel lungo periodo.

Inoltre le istituzioni dovrebbero investire di più in campagne di salute pubblica e in una rielaborazione degli alimenti industriali.