Un’immagine a visualizzazione unica da un numero sconosciuto, poi il ricatto e la richiesta di un bonifico. La Polizia Postale: “Non cedete”.
Basta un attimo di curiosità, un dito che sfiora lo schermo, e la trappola scatta. Corre su WhatsApp una nuova truffa tanto semplice quanto spietata: da un numero sconosciuto arriva una foto impostata su “Visualizza una sola volta”. Chi la apre si ritrova davanti un’immagine pornografica o, secondo alcune segnalazioni, addirittura pedopornografica. Ed è in quel preciso istante che la vittima, senza saperlo, è già finita nella rete del ricattatore.
Pochi secondi dopo, la conversazione cambia volto. Il mittente, che a volte finge di aver inviato il contenuto per errore, passa alle minacce: denunciare il destinatario per aver visualizzato contenuti vietati, oppure diffondere la chat tra familiari e amici. Una gogna annunciata, che solo il denaro può fermare. La via d’uscita proposta è sempre la stessa: un bonifico istantaneo per comprare il silenzio. Le cifre richieste, secondo quanto riportato, possono arrivare a superare i mille euro.
È la nuova frontiera della sextortion, l’estorsione che fa leva sulla vergogna e sulla paura dello scandalo. Con una differenza tanto subdola quanto crudele: qui la vittima non ha condiviso nulla di intimo. Le basta aver guardato. E la funzione a visualizzazione unica, che fa sparire l’immagine dopo l’apertura, rende ancora più difficile ricostruire cosa sia davvero accaduto.
Ma le minacce del truffatore non dimostrano l’esistenza di alcuna denuncia né di procedimenti a carico della vittima. L’obiettivo è uno solo: spingere chi è sotto pressione a reagire d’impulso, senza fermarsi a riflettere.
Per difendersi, la prima regola è la più banale: non aprire mai foto e allegati inviati da numeri sconosciuti. Non rispondere, nemmeno per chiedere spiegazioni, perché ogni parola diventa un appiglio per i criminali. Meglio bloccare il numero e segnalarlo con gli strumenti dell’app.
Se l’immagine è già stata aperta e arrivano le minacce, invece, non bisogna pagare. “Il pagamento non garantisce la cancellazione del materiale”, avverte la Polizia Postale, e spesso il ricattatore torna a bussare con nuove richieste. Va invece conservata ogni prova: screenshot dei messaggi, numero del mittente, richieste di denaro. Se il contenuto riguarda dei minori, è fondamentale non scaricarlo, copiarlo né inoltrarlo. Chi ha già versato del denaro deve avvisare subito la propria banca.



