Dall’autopsia emerge che è risultata fatale la combinazione tra i pugni da boxeur, un calcio al volto e la caduta sull’asfalto. Il carpentiere è morto davanti al figlio di 11 anni.
Massa – I risultati dell’autopsia depositati in queste ore fanno piena luce sulla tragica morte di Giacomo Bongiorni, il carpentiere ucciso lo scorso 11 aprile in piazza Palma. Un delitto consumato con una violenza definita “senza pietà” dagli inquirenti, avvenuto sotto gli occhi terrorizzati della compagna e del figlio 11enne della vittima. Per l’omicidio sono stati arrestati tre giovani, tra cui un 17enne e due ragazzi di 19 e 23 anni.
L’esame autoptico e l’analisi dei filmati di videosorveglianza hanno permesso di ricostruire i drammatici venti minuti che hanno portato al decesso dell’uomo. Il primo ad affrontare Bongiorni è stato un 17enne, ex promessa della boxe. Il minore ha colpito la vittima con due pugni precisi e potenti, tipici di chi ha dimestichezza con il ring.
Mentre Bongiorni cercava di sfuggire al primo aggressore, è stato accerchiato dal resto del gruppo. Secondo quanto riportato da Il Corriere Fiorentino, si sono avventati su di lui altri tre giovani di 19, 17 e 15 anni. Alle ore 1:20, Bongiorni è precipitato al suolo dopo ulteriori colpi. Mentre era a terra inerme, il 17enne gli si è seduto a cavalcioni sferrandogli altri due pugni al volto, seguito da un 19enne che lo ha colpito con un calcio di piatto in piena faccia.
Il medico legale ha individuato una serie di concause che non hanno lasciato scampo al carpentiere. La forza dei pugni sferrati dall’ex pugile ha causato danni interni devastanti. La caduta violenta a terra ha provocato un trauma cranico fatale. L’ulteriore colpo ricevuto mentre era già a terra ha aggravato un quadro clinico ormai compromesso. Alle 1:40, venti minuti dopo l’inizio del pestaggio, è sopraggiunto il decesso.