Il 47enne di Massa è morto per la ferocia dei colpi, non per la caduta. Confermato il carcere per il pugile 17enne. Cinque gli indagati per omicidio volontario.
Massa – I risultati dell’esame autoptico eseguito a Genova dal medico legale Francesco Ventura tracciano un quadro agghiacciante riguardo la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Felice Palma a Massa. A togliergli la vita non sarebbe stata la caduta, come inizialmente ipotizzato, bensì la violenza cieca e sistematica delle percosse ricevute.
Le indiscrezioni sui primi risultati della perizia medico-legale sembrano dare ragione a quanto riferito dai familiari della vittima. L’uomo è deceduto in seguito a una gravissima emorragia cranica, diretta conseguenza dei colpi inferti durante il pestaggio. L’esame avrebbe inoltre evidenziato lo spostamento della mandibola, letteralmente dissestata dalla forza dei pugni ricevuti. Occorreranno trenta giorni per la relazione completa, ma i primi elementi emersi non lasciano spazio a interpretazioni: si è trattato di un’aggressione brutale, portata avanti con l’intenzione di colpire zone vitali del corpo.
Il tribunale per i Minorenni di Genova ha convalidato l’arresto del ragazzo di 17 anni ritenuto responsabile dei colpi decisivi, disponendo per lui la custodia cautelare in carcere. Considerato una delle giovani promesse del pugilato toscano, il minore aveva beneficiato di una richiesta di domiciliari avanzata dalla difesa, rigettata dal giudice che ha ravvisato un concreto pericolo di recidiva. Il giovane si trova attualmente detenuto a Genova, mentre le indagini proseguono per chiarire il ruolo di ciascuno degli altri coinvolti.
Insieme al 17enne, risultano indagati per concorso in omicidio volontario e rissa aggravata altri quattro giovani.