Sentenza esemplare del tribunale: alla donna è stato sottratto definitivamente l’animale. L’Oipa: “Lo lanciò dal secondo piano, è vivo per miracolo”.
Macerata – Si è concluso oggi presso il processo a carico di una donna accusata di aver gettato il proprio gatto dal secondo piano di un palazzo. La sentenza, come riporta Il Corriere Adriatico, ha riconosciuto la colpevolezza dell’imputata, infliggendo una condanna che, in linea con le recenti modifiche legislative (la cosiddetta “Legge Brambilla”), prevede ora congiuntamente la reclusione e il pagamento di una multa.
L’episodio risale al dicembre 2024, quando un vicino di casa, testimone del brutale gesto, allertò immediatamente i carabinieri permettendo il salvataggio del felino. Il caso ha rischiato inizialmente di finire in un vicolo cieco. Nonostante la gravità dei fatti, il pubblico ministero aveva avanzato una richiesta di archiviazione. Tuttavia, la decisione è stata ribaltata dal Gip che, rigettando l’istanza, ha disposto l’imputazione coatta portando la donna a processo.
L’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) si è costituita parte civile, sostenendo l’accusa. Il gatto, a seguito del volo dal secondo piano, aveva riportato lesioni molto gravi, sopravvivendo solo grazie alle cure tempestive ricevute dopo la denuncia.
L’avvocato Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio Legale Oipa Italia, ha espresso soddisfazione per l’esito della sentenza, sottolineando l’importanza della nuova cornice normativa: “Oggi la condanna prevede sia la reclusione sia il pagamento di una multa, mentre in precedenza le due pene erano alternative. Giustizia è fatta: il gatto è stato sottratto definitivamente alla donna“.
L’animale, che è stato dichiarato ufficialmente non più restituibile alla precedente proprietaria, si trova ora in una struttura protetta. I volontari locali dell’Oipa seguiranno l’iter per l’adozione, assicurandosi che il gatto possa trovare una famiglia in grado di garantirgli la sicurezza e l’affetto negati in passato.