Gatto impallinato con una carabina: Lucifero ha perso l’occhio

Il proprietario dell’animale ha presentato una denuncia alla Procura. Chiesti accertamenti su chi possiede armi ad aria compressa in paese.

Cremona – Un atto di crudeltà gratuita ha scosso la piccola comunità di Motta Baluffi, dove un gatto di 4 anni di nome Lucifero è stato bersagliato da un colpo di carabina ad aria compressa. L’animale, ferito gravemente alla testa, ha perso l’uso dell’occhio destro. Il proprietario, l’avvocato Giancarlo Rosa, ha sporto denuncia presso i carabinieri della forestale di Cremona, chiedendo di individuare il responsabile tra i residenti del comune.

L’episodio, come riportano diverse testate locali, è avvenuto nell’arco temporale di poche ore tra la serata del 5 e la mattina successiva. Intorno alle 9 di mercoledì 6 maggio, una vicina ha segnalato all’avvocato che il micio presentava l’occhio destro completamente insanguinato.

Trasportato d’urgenza all’ambulatorio di Gussola, il gatto è stato sottoposto a una radiografia che ha rivelato la presenza di un proiettile conficcato nella regione retrobulbare. Secondo la diagnosi medica, il proiettile avrebbe la forma tipica a “tappo di champagne”, verosimilmente esploso da una carabina ad aria compressa.

Sebbene il padrone del gatto dichiari di non avere sospetti specifici, la denuncia punta a restringere il campo delle ricerche basandosi sulla normativa vigente e sulle abitudini dell’animale. Lucifero è un gatto che solitamente non si allontana per più di 500 metri dalla propria abitazione. Poiché il possesso di determinati tipi di carabine deve essere denunciato alle autorità, Rosa ha suggerito ai militari di verificare chi, tra i circa 780 abitanti di Motta Baluffi, detenga legalmente armi compatibili con quella utilizzata per l’aggressione.

Attualmente il gatto è sotto stretta osservazione medica, ma i danni riportati sono irreversibili. L’animale viene sottoposto a tre somministrazioni giornaliere di antibiotici, antidolorifici e collirio, oltre a controlli veterinari ogni tre giorni. I medici hanno confermato la perdita dell’occhio colpito. Si dovrà attendere il riassorbimento dell’ematoma per decidere se asportare chirurgicamente il bulbo oculare, qualora dovessero insorgere infezioni.