L’azione investigativa ha portato rapidamente all’arresto del sospettato dell’omicidio pluriaggravato.
Palermo – Il personale della Sezione omicidi della squadra mobile, con l’apporto di operatori del Commissariato di P.S. Partinico, su delega dell’autorità giudiziaria, ha dato esecuzione al fermo di indiziato di Francesco Lo Iacono, classe 77, in quanto soggetto ritenuto gravemente indiziato dei reati di omicidio pluriaggravato nonché detenzione e porto abusivo in luogo pubblico di arma comune da sparo.
L’articolata attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, trae origine dal ritrovamento, nella zona rurale del Comune di Partinico, del corpo esanime di un pastore di Borgetto, Vito La Puma, cl. ‘52, attinto mortalmente al volto da plurimi colpi d’arma da fuoco, alle prime ore del mattino del 14.01.202.
La misura precautelare in argomento ha accolto gli esiti delle attività investigative svolte che hanno permesso, in breve tempo, di individuare il responsabile dell’azione omicidiaria.
Invero, sin dalle prime ore successive alla scoperta del cadavere, venivano intraprese incessanti attività d’indagine ad ampio raggio nel territorio partinicese volte alla ricerca del responsabile dell’efferato delitto.
In particolare, gli investigatori acquisivano una notevole quantità di immagini dai sistemi di videosorveglianza ubicati sia in prossimità del luogo di ferimento a morte della vittima sia lungo tutti gli assi viari di accesso e deflusso alla circostante area di sedime. L’accurata visione dei filmati registrati dalle telecamere restituiva il transito, in prossimità dei medesimi luoghi percorsi dal pastore ancora in vita, di un mezzo di trasporto la cui presenza, in ragione delle rilevate circostanze di luogo e tempo, destava sin da subito fondati motivi di sospetto imprimendo cosi un significativo impulso alle successive attività d’indagine.
Così, d’intesa con la locale A.G., si avviavano senza tregua le ricerche del conducente del veicolo di sopraggiunto interesse investigativo che, da lì a poco, conducevano all’individuazione del sospettato. Le risultanze delle successive attività di approfondimento investigativo, coordinate dai sostituti procuratori titolari dell’indagine, consentivano di ricostruire non soltanto le fasi esecutive del commesso omicidio, ma anche quelle immediatamente successive della fuga del responsabile dalla scena del crimine, determinando l’A.G. procedente all’emissione del provvedimento precautelare di fermo di indiziato di delitto.
Rintracciato nel pomeriggio del 29.01.2026 nelle campagne di Partinico, il fermato, ultimate le formalità di rito, veniva tradotto presso la locale casa circondariale Lorusso per ivi rimanere a disposizione della competente A.G.
In esito all’udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo emetteva un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere a carico del L.F.