Le donne, di 54 e 56 anni, dormono nella vettura con il loro cane. Per loro nessun alloggio popolare dai bandi Aler, i servizi sociali seguono il caso.
Milano – Una vicenda di grave emergenza abitativa e sociale scuote Pieve Emanuele, comune alle porte di Milano, dove due sorelle di 54 e 56 anni sono costrette a vivere all’interno della propria automobile. La loro drammatica quotidianità, portata alla luce da La Repubblica, si consuma in una vettura parcheggiata nei pressi della stazione dei carabinieri e del Residence Ripamonti, adattata a rifugio di fortuna con cuscini, coperte, borse della spesa e la compagnia del loro cagnolino. Una condizione resa ancora più fragile dalla salute della sorella più giovane, paziente oncologica che anni fa ha lasciato il lavoro per accudire la madre malata, e dalla disoccupazione della maggiore, rimasta senza impiego nel settore della modellistica dal 2016.
La parabola verso la strada è cominciata nell’ottobre 2025, a seguito dell’esecuzione dello sfratto dall’appartamento di via delle Rose, dove le due donne risiedevano. Costrette a svuotare la casa in soli tre giorni con l’aiuto di alcuni amici, le sorelle hanno successivamente tentato di ottenere una sistemazione partecipando ai bandi per l’assegnazione di alloggi popolari gestiti da Aler Milano, senza tuttavia risultare inserite tra i beneficiari.
Le due donne denunciano a La Repubblica una situazione al limite della sopportazione umana e lamentano l’impossibilità di stabilire un dialogo diretto e risolutivo con l’amministrazione cittadina:
“Viviamo in condizioni disumane, non siamo ancora riuscite a parlare direttamente con il sindaco, se non dopo esserci rivolte ai carabinieri“.
Di contro, l’amministrazione comunale di Pieve Emanuele fa sapere che il quadro familiare è monitorato e preso in carico dalle strutture competenti del territorio. Il primo cittadino ha precisato che la drammatica condizione delle due donne è nota alle istituzioni locali ed è seguita da mesi dai servizi sociali, che stanno valutando le possibili soluzioni per garantire loro il necessario supporto socio-assistenziale.