L’ipotesi è che la struttura abbandonata venisse utilizzata come “laboratorio” per la fabbricazione di esplosivi.
Roma – Quella che inizialmente sembrava la tragica esplosione di una bombola di gas in un rifugio di fortuna, si è trasformata in un’indagine antiterrorismo che scuote la Capitale. Le due vittime ritrovate tra le macerie del Casale del Sellaretto, in via delle Capannelle, sono state identificate: si tratta di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone. Secondo gli inquirenti, i due sarebbero morti mentre maneggiavano un ordigno ad alto potenziale destinato a un imminente attentato di matrice anarchica.
Il pool dell’antiterrorismo della Procura di Roma, coordinato dall’aggiunto Giovanni Conzo, ha aperto un fascicolo per strage e terrorismo. L’ipotesi è che il casale abbandonato venisse utilizzato come “laboratorio” per la fabbricazione di esplosivi.
Entrambe le vittime appartenevano alla galassia dell’anarchismo insurrezionalista, vicini alle posizioni di Alfredo Cospito (attualmente detenuto al 41bis a Sassari). Il boato udito dai residenti nella notte di giovedì 19 marzo sarebbe stato causato da un errore durante il confezionamento di un ordigno. Una delle vittime, secondo LaPresse, presentava gravi ustioni da esplosione sul braccio, segno di una vicinanza immediata alla fonte della deflagrazione.
Gli investigatori della Digos e della Scientifica ipotizzano che i due stessero pianificando un’azione contro la vicina linea ferroviaria o sedi del gruppo Leonardo. Si valuta se l’ordigno dovesse servire per un’azione dimostrativa o un attacco in vista del maxi corteo del 28 marzo (“Together. Contro i re e le loro guerre”), previsto a Roma a sostegno del centro sociale Askatasuna.
Nonostante l’allarme sia stato dato ufficialmente solo venerdì mattina da un runner di passaggio nel Parco degli Acquedotti, la tragedia si è consumata ore prima. I residenti della zona Statuario-Capannelle hanno riferito di un’esplosione violentissima avvertita già nella serata di giovedì. Il rinvenimento di tracce di sostanze chimiche e componenti metalliche tra i resti del casale ha subito spostato le indagini verso la pista dell’eversione.
La Procura ha disposto l’autopsia sui corpi di Mercogliano e Ardizzone per confermare la dinamica del decesso e l’eventuale esposizione a sostanze esplodenti specifiche. Parallelamente, sono in corso perquisizioni in ambienti vicini ai due giovani per individuare possibili complici o depositi di materiale illegale.