Cles – Il lago non ha restituito il corpo di Sara

Le ricerche, senza esito, si sono concluse. La famiglia continuerà a cercare la professionista scomparsa il 4 marzo del 2021 e che si sarebbe suicidata a seguito delle vicissitudini sul posto di lavoro. I cani, con il loro eccezionale olfatto, avrebbero segnalato la presenza di “molecole” in un punto ben preciso dell’invaso ma i successivi controlli del fondale non hanno portato a nulla.

Cles – Nessuna nuova dal lago di Santa Giustina, il vasto specchio d’acqua in Val di Non, nel Trentino, che dovrebbe restituire il cadavere di Sara Pedri, 31 anni, la ginecologa forlivese sparita nel nulla il 4 marzo dell’anno scorso. La donna si sarebbe suicidata gettandosi dal ponte di Mostizzolo, frazione del Comune di Cis, limitrofo al territorio di Cles, sotto al quale scorre il torrente Noce.

La ginecologa con il suo gatto

La professionista, di cui era stata ritrovata l’auto proprio in prossimità del viadotto, si sarebbe gettata nelle acque gelide del fiume la cui corrente avrebbe trascinato il corpo sino al lago di Santa Giustina. La donna si sarebbe tolta la vita lo stesso giorno delle sue dimissioni dall’azienda sanitaria di Trento per presunti maltrattamenti e mobbing subiti presso il reparto di ginecologia dell’ospedale Santa Chiara per i quali sono sotto processo l’ex primario Saverio Tateo e la sua vice Liliana Mereu.

Il 18 ottobre scorso, grazie alla polizia tedesca, sono arrivati da Monaco di Baviera i cinque cani molecolari che vantano di essere i migliori d’Europa. I pastori belga, della varietà Malinois, hanno un fiuto eccezionale e sono capaci di sentire un corpo umano, ancorché decomposto, a decine di metri di profondità e sanno distinguerlo da quello di un animale.

I cani, in questo caso, hanno annusato e confermato la presenza di un eventuale cadavere in un punto ben preciso del lago. I gommoni dei carabinieri e del nucleo cinofilo tedesco e di Bologna si sono fermati nel tratto d’acqua indicato dai cani ed è subito entrato in funzione un eco-scanner-sonar, un apparecchio elettronico in grado di trasmettere onde radio ad alta potenza con le quali disegnare sullo schermo del computer corpi giacenti sul fondale riprodotto in tre dimensioni.

Emanuela e Sara Pedri

L’apparato è stato utilizzato dai sommozzatori dei carabinieri di Genova sino al pomeriggio dello stesso giorno ma il corpo di Sara Pedri non è stato ancora individuato:

”…Si passa dalla speranza di poterla finalmente trovare e portare a casa – dice la sorella Emanuela Pedri – alla paura che questo avvenga chiudendo quel famoso cerchio, quando tutto finisce. Io non perdo la speranza anche perché in quel lago sono stati ritrovati tutti. Non voglio pensare di dover aspettare sei anni prima di rivedere mia sorella, non smetterò mai di cercarla…”.

Le ricerche sul lago di Santa Giustina

Sul posto ci sono anche i carabinieri della Compagnia di Cles, diretti dal maggiore Guido Quatrale, mentre si è conclusa l’attività delle unità cinofile che sono rientrate alla base in attesa di ulteriori disposizioni. I sub sono scesi ad oltre 25 metri ed hanno toccato il fondale che è stato scandagliato metro per metro nella zona indicata dai cani pastori ma il corpo della ginecologa non si trova. Può darsi anche che i resti della donna si trovino sotto il pavimento limaccioso del lago oppure ancorato a materiale di risulta. Del resto se tutti i cani hanno indicato la presenza di qualcuno in una superficie delimitata proprio in quest’area immersa si dovrà continuare a cercare ancora:

”…Le ricerche sono state molto accurate – aggiunge il comandante Quatrale – stiamo facendo il possibile…”. Eppure qualcosa di strano c’è stata durante le ricerche, almeno cosi pare. Altri cani molecolari avevano abbaiato in un punto diverso rispetto a quello indicato dai pastori Belga, in direzione della riva Est del lago, vicino alla foce del torrente Noce. Perché?

Probabilmente mesi addietro il corpo della dottoressa, nascosto dal fango, poteva trovarsi proprio nel fondale prospiciente la foce del corso d’acqua. Più tardi, a causa delle forti correnti, il corpo potrebbe essersi spostato più a largo, laddove i cani provenienti dalla Germania lo avrebbero annusato. Le operazioni di ricerca sono cessate senza esito il 19 ottobre ma la famiglia di Sara continuerà a cercare la sfortunata congiunta senza mai fermarsi. Il processo penale, invece, prosegue a porte chiuse.

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