Le associazioni Leal, Leidaa e Oipa chiedono l’annullamento della procedura per la cessione dei 180 suidi: “Provvedimento irrazionale”.
Roma – Irrazionale, illogico ed emesso in violazione delle norme sul sequestro giudiziario. Per questi motivi le associazioni Leal, Leidaa e Oipa chiedono al Tar l’annullamento, previa adozione di idonea misura cautelare, dell’avviso pubblico della Regione Lazio finalizzato alla cessione di 180 cinghiali sequestrati nel giugno scorso alla “Sfattoria degli ultimi” di Roma. L’istanza è stata depositata sabato 14 febbraio 2026.
L’avviso, argomenta l’avv. Aurora Rosaria Loprete, che rappresenta le ricorrenti, richiede il “possesso dell’autorizzazione alla detenzione di fauna selvatica”, requisito che esclude di fatto gran parte delle associazioni animaliste teoricamente destinatarie del provvedimento, mentre apre a “fattorie didattiche ed agriturismi” con scopo di lucro, in contrasto con le finalità dichiarate del “mantenimento a vita” e della “non riproduzione” degli animali.
Inoltre, non è chiaro a chi spetterebbero le spese di trasferimento e sterilizzazione dei suidi – sterilizzazione mai effettuata ad oggi dal custode giudiziario, ossia la Regione Lazio – né risulta agli atti il necessario nulla osta dell’autorità giudiziaria per la cessione (cioè il trasferimento di proprietà) di beni ancora vincolati dal procedimento penale.
Privo di fondamento scientifico e sanitario sarebbe poi il limite geografico di 500 km per i rifugi di destinazione e non è previsto alcun controllo successivo alla cessione per scongiurare il rischio di macellazione clandestina, sparizione degli animali o violazioni delle norme di biosicurezza.
Occorre intervenire subito per annullare il provvedimento perché – sottolinea l’istanza – la mancata partecipazione delle associazioni all’avviso rischierebbe di produrre l’effetto opposto rispetto a quello dichiarato, ovvero garantire benessere a creature che nel corso della loro vita sono state costrette a vivere in condizioni igienico-sanitarie compromesse per poi essere ricollocate in luoghi ove se ne perderebbe la tracciabilità.
Leal, Leidaa e Oipa auspicano un esito favorevole del ricorso e dichiarano che continueranno a percorrere tutte le strade più opportune per garantire la vita e il benessere di questi animali che, già in passato, a causa di omissioni e inadempienze, hanno rischiato di essere soppressi.